Superare l’ossessione dopo un tradimento

Dopo aver subito un tradimento, è normale sentirsi spaesati, persi, insicuri. È normale vivere sensazioni di rabbia verso il partner, che con il suo gesto ha eroso la fiducia costruita nel corso degli anni. Al di là del dolore, molte delle persone che vengono a trovarmi in studio raccontano di vivere flashback dell’accaduto. In alternativa, hanno pensieri ricorrenti sulla possibilità di essere traditi di nuovo. Rivedono allora il partner in atteggiamenti intimi con una persona estranea alla coppia, arrivando a sviluppare vera e propria ossessione dopo un tradimento.

Questa ossessione può presentarsi in diversi modi. Alcuni pazienti, per esempio, raccontano:

“Sai, Maurizio, dopo il tradimento non riesco a pensare ad altro. Ogni volta che guardo il mio partner, ripenso a quello che ha fatto. Allora vengo preso/presa dalla rabbia e cominciamo a litigare“.

“Dopo il tradimento, la mia fiducia è venuta meno. Abbiamo cercato di rimettere insieme i pezzi della relazione, ma non riesco ad andare avanti. Ogni volta che esce di casa, ho paura che possa succedere di nuovo”.

...forse ti interessa dare un'occhiata a "Tornare a Vivere: Superare la Fine di una relazione tra Ossessione e Limerenza" oppure a "Psicologia del Tradimento: Conoscerlo, Prevenirlo, Superarlo".

Ossessione post-tradimento e autostima

Pensare in maniera ricorrente al tradimento è normale, subito dopo l’accaduto. Percepire sfiducia non è indice di alcuna psicopatologia. Il tradimento può infatti danneggiare l’autostima, la stabilità e l’armonia all’interno della coppia. Quando il pensiero del tradimento diviene troppo invadente, si trasforma però in una credenza disfunzionale che impedisce un corretto processo di guarigione.

Il tradimento può danneggiare l’autostima, la stabilità e l’armonia all’interno della coppia (Foto di Daniel Reche da Pixabay)

Nel corso dell’articolo, vedremo quindi:

  • Che cos’è e come si presenta l’ossessione dopo un tradimento.
  • Cos’è il DOC da relazione.
  • Come gestire al meglio i pensieri ossessivi relativi al tradimento.
Se anche tu pensi di vivere un ossessione post-tradimento, puoi prenotare una call gratuita conoscitiva con me per valutare se possiamo lavorare insieme.

Ossessione dopo un tradimento: perché ci penso troppo?

Dopo aver subito un tradimento, molti dei miei pazienti sperimentano pensieri dolorosi. Questi pensieri possono riguardare:

  • L’amante.
  • La possibilità di essere traditi di nuovo.
  • Lo scenario del tradimento (es. flashback dell’accaduto).

Nella fase che segue alla scoperta, questi pensieri non sono solo comuni, ma anche normali. In altre parole, sono una risposta organica ad un’esperienza traumatica e rientrano nel quadro generico del disturbo d’adattamento o, in casi più gravi – e soprattutto più prolungati, del disturbo Post-Traumatico da Stress (Grieger, T.A., Benedek, D.M., Ursano, R.J., 2014).

Se non trattati correttamente, i pensieri dolorosi possono trasformarsi in credenze disfunzionali ed invadenti, che causano forte dolore psicologico ed emotivo e si pongono come ostacoli lungo la via della guarigione. Se trattati correttamente, invece, tendono a perdere a poco a poco potenza e intensità (nel quadro di un processo terapeutico che aiuti a scendere a patti con l’esperienza del tradimento).

Che cosa distingue, allora, un pensiero doloroso da un pensiero di natura ossessiva?

Dal punto di vista del contenuto, niente.

I pensieri dolorosi possono trasformarsi in pensieri ossessivi, lì dove il paziente cerca di venirne a capo attraverso un continuo rimuginare.

Un esempio

  • Dopo aver subito un tradimento, Marta ha pensieri costanti sull’amante di Lorenzo, Sara.
  • Marta cerca continuamente il profilo di Sara su Facebook e sugli altri social network per controllare che non stia inviando “messaggi in codice” a Lorenzo. Questo succede moltissime volte al giorno.
  • Questa strategia, fa sentire Marta più sicura, in controllo della situazione. Sul momento le allevia l’ansia e la paura che Sara ci riprovi con il suo compagno.

Attraverso questa strategia, Marta sta cercando di liberarsi del pensiero doloroso. Quel pensiero che le causa ansia e che non è per lei sostenibile sul piano emotivo. In altre parole, cercando Sara sui social, Marta ha l’impressione di liberarsi del suo fantasma.

Attraverso questa strategia, Marta sta cercando di liberarsi del pensiero doloroso (Foto di Marie da Pixabay)

La realtà è però ben diversa:

  • Ogni volta che cerca il profilo di Sara, Marta non fa altro che nutrire i propri dubbi.
  • Per un breve periodo di tempo, Marta può forse sentirsi sollevata dalla messa in pratica della strategia disfunzionale.
  • Nel lungo periodo, però, nella sua mente si creerà un meccanismo ossessivo:
  • Inizialmente, per gestire l’ansia, viene messo in pratica un dato comportamento.
  • Il collegamento tra “ansia” e “comportamento” viene rinforzato dalla ripetizione.
  • A lungo andare, non sarà più l’ansia che genererà il comportamento, ma il non mettere in pratica il comportamento, a generare l’ansia.

Prima di capire come gestire i pensieri dolorosi sul nascere, vediamo perché essi tendono a presentarsi nel quadro dell’ossessione post-tradimento.

Perché si hanno pensieri ricorrenti sul tradimento?

Subito dopo il tradimento, i pazienti testimoniano un crollo dell’autostima e un forte carico d’ansia. Per gestire l’ansia, il nostro cervello tende a farci pensare con insistenza all’accaduto o alla natura della nostra relazione. Il pensiero ricorrente fornisce infatti la sensazione di placare lo stimolo ansioso.

Si tratta di un meccanismo disfunzionale, tipico di diverse condizioni post-tradimento:

  • Ansia relazionale: in cui il paziente teme di poter subire nuovi tradimenti, nella relazione presente così come in quelle future.
  • Disturbo da stress post-traumatico da infedeltà: in cui si vivono flashback ricorrenti dell’accaduto e pensieri intrusivi che riguardano l’amante o il tradimento.
  • DOC da relazione: una forma di disturbo ossessivo-compulsivo incentrato sulle relazioni romantiche.

Soffri di DOC da relazione?

Se hai subito un tradimento, e hai pensieri ossessivi sul tuo partner o sulla tua relazione, potresti soffrire di DOC da relazione. Si tratta di una condizione psicopatologica caratterizzata dalla tendenza a porsi costanti domande sulla qualità della propria relazione romantica (anche se essa non è legata al tradimento).

Chi soffre di DOC da relazione, può domandarsi con insistenza se:

  • Prova vero amore verso il partner.
  • Dovrebbe o non dovrebbe chiudere la relazione.
  • Se la relazione è veramente degna di esistere, e così via.

Il DOC da relazione è talvolta la conseguenza di un tradimento subito, nella relazione presente o in relazioni passate. Il dubbio patologico non è più incentrato sul tradimento in sé, ma sulla qualità delle relazioni che si vivono nel corso della vita.

Ecco perché è tanto importante affrontare le conseguenze del tradimento sul nascere: per evitare di sviluppare un DOC da relazione o altre condizioni psicopatologiche che possono limitare la vita personale e relazionale.

Strategie per affrontare l’ossessione dopo un tradimento

Torniamo al caso di Marta.

Come abbiamo visto, dopo il tradimento, Marta comincia a sperimentare forte ansia relativa all’amante di Luca, Sara. Per placare l’ansia causata da questo stimolo, Marta mette in atto delle strategie disfunzionali:

  • Ha una forte paura di essere tradita di nuovo, per cui si chiede in continuazione il perché questo sia successo, e se Luca l’ami davvero.
  • Cerca costantemente il profilo di Sara sui social, perché questo le fornisce un sollievo momentaneo dalle sensazioni di angoscia.

Tutte queste strategie, molto diffuse tra i miei pazienti, si rivelano dannose nel lungo periodo.

Le azioni di Marta contribuiscono a fare del pensiero doloroso un pensiero ossessivo, che comincerà a poco a poco a colonizzare la sua vita, le sue giornate, i suoi momenti di intimità. La medesima cosa avviene all’inverso: quando il paziente tenta di evitare il pensiero doloroso nel tentativo di placare l’angoscia da esso causata.

Il pensiero comincerà a colonizzare la sua vita, le sue giornate, i suoi momenti di intimità (Foto di Christian da Pixabay)

Strategie funzionali

Per gestire un pensiero doloroso, ed evitare che si trasformi in una ossessione post-tradimento, è essenziale comprendere questo funzionamento di base. La persona che ha subito un tradimento sperimenta forte dolore emotivo e, per venirne a capo, rimugina sul pensiero per avere l’impressione di controllarlo o tenta di evitarlo del tutto.

A sua volta, il tentativo di controllo può fare del pensiero doloroso un pensiero ossessivo, che impedisce di scendere a patti con l’esperienza del tradimento nel lungo periodo. Per affrontare i pensieri dolorosi in maniera funzionale, bisogna invertire questo processo:

  • Invece di rimuginare costantemente sule domande o evitarle, rendendole ancora più invadenti, bisogna imparare a inibire le risposte.

Questa strategia possiamo chiamarla proprio “inibizione della risposta“.

Inibizione della risposta

“Ogni volta che pensi all’amante di Luca, invece di cercare la risposta a domande come “perché l’ha fatto?”, “Luca mi ama davvero?” o andare a cercare Sara sui social, voglio che ti ricordi di questa cosa. Trovare una risposta certa a queste domande, è impossibile. Queste domande non hanno una risposta, e più cerchi risposte, più alimenti le tue domande. Più cerchi sollievo dalla tua ansia attraverso delle strategie disfunzionali, più l’ansia tenderà a presentarsi con forza.

“Se smetterai di mettere in atto la ricerca delle risposte, nel lungo periodo il pensiero ossessivo perderà di intensità e di frequenza. Pensare a Sara non ti causerà più tutto questo dolore. A lungo andare, lei diventerà un pensiero come tutti gli altri”.

Quello di Marta è solo un esempio. La strategia è valida anche in altri casi:

  • Quando si pensa con insistenza al momento del tradimento.
  • Quando si teme di poter subire un nuovo tradimento.
  • Se, dal punto di vista del traditore, si sviluppa un’ossessione verso l’amante perduta.

Se per esempio hai tradito il partner, e stai vivendo pensieri ossessivi verso l’amante, ti consiglio di leggere questo articolo scritto da me. Potrai trovare consigli su come affrontare al meglio questo momento doloroso.

Altre strategie: curare l’ossessione dopo un tradimento

Le altre strategie funzionali che consiglio ai miei pazienti si fondano sullo stesso principio di base: quello della neuro-plasticità cerebrale.

In parole povere: il sistema neurale tende a modificarsi sulla base degli stimoli che gli forniamo. Se, ogni volta che provi dolore legato al tradimento, ti concentri sul pensiero ossessivo, il pensiero tornerà ogni volta con maggiore prepotenza.

A lungo andare, il pensiero ossessivo diverrà tanto invadente da causare problematiche di natura psicopatologica. Al contrario, inibendo il pensiero attraverso uno sforzo iniziale, esso tenderà a perdere forza e frequenza con il passare del tempo.

Ossessione dopo un tradimento
Inibendo il pensiero esso tenderà a perdere forza e frequenza (Foto di Pexels da Pixabay)

Per quanto possa apparire semplice, grazie a questa strategia consolidata molti dei miei pazienti riescono a prevenire o a curare l’ossessione dopo un tradimento, tornando a concentrarsi sulla costruzione della loro vita o sulla ricostruzione di un rapporto con il partner.

Se vuoi, contattami subito per una telefonata conoscitiva gratuita.

maurizio iengo psicologo

Maurizio Iengo

Psicologo, formatore e consulente. Membro dell'American Psychological Association. Da anni studio e pratico l'ipnosi, oltre ad essere formato nella tecnica EMDR - lo strumento più scientificamente validato per il lavoro sul trauma. Collaboro con Psicohelp, uno dei maggiori portali di terapia di coppia in Italia. Ho un master in Terapia e Clinica del Legame di Coppia e sono autore di vari libri, tra cui "Tornare a Vivere", "il Salvacoppie", "La Trappola della Felicità".

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