Si possono amare due persone contemporaneamente?

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Forse ti senti in un vortice di emozioni contrastanti. Ami due persone contemporaneamente e hai la mente offuscata da una confusione che sembra non avere fine. Magari sei in una relazione di lunga data, un legame che credevi solido, ma l’incontro con una nuova persona ha acceso in te un fuoco inaspettato, mettendo in discussione ogni certezza.

Se ti senti intrappolato, angosciato, magari in colpa per questi sentimenti, sappi che sei in ottima compagnia. Moltissime persone navigano questa esperienza emotiva complessa, spesso vissuta come una vera e propria scissione interiore. A volte ci si chiede se si debba scegliere tra amante e moglie/marito, oppure se provare a iniziare una relazione poliamorosa.

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Non so come sia possibile, ma mi sono innamorato di un’altra persona. Io amo mia moglie, amo mio marito, però inizio a sentire dei sentimenti per qualcun altro. Ma come è possibile? Allora vuol dire che non sono davvero innamorato del mio partner? Vuol dire che è giusto lasciarlo? Vuol dire che devo trovare una soluzione in questa dualità che non è accettabile per me?

Quello che ci hanno insegnato è proprio questo: si può amare una sola persona alla volta. Eppure è interessante come questo sia un ruolo dato solo ai partner. Nessuno ti direbbe mai: “Beh, puoi amare solo un figlio alla volta, puoi amare solo un genitore alla volta, solo un fratello alla volta”. Però l’esclusività della relazione amorosa viene sempre considerata come sacra, come impossibile da vedere in modo diverso.

Eppure, nella complessità dei sentimenti, capita. E capita molto spesso. Il punto però è che è difficile da accettare. Immagina una relazione in cui ci sono magari anche degli impegni importanti, dei figli, un mutuo da pagare, eppure ti accorgi che provi attrazione per un’altra persona. Però questa attrazione non è solo una mera sensazione di “vorrei starci insieme”, ma è proprio una relazione stabile. Quindi c’è una dualità tale da farci chiedere: sì, ma è davvero possibile? O significa qualcos’altro? O devo preoccuparmi che le cose non vanno?

Ora, chiaramente, quando si parla di avere una relazione con due persone contemporaneamente, se questa non è dichiarata si chiama ovviamente tradimento, ed è un qualcosa per i più inaccettabile. Il punto non è tanto giudicare questa situazione come giusta o sbagliata, ma è comprendere che il cuore non è fatto a compartimenti stagni. Non possiamo chiudere una porta e dire: “Ok, qui non entra più nessuno”.

Se siamo in un ambiente lavorativo dove c’è quella persona, quella collega, quel collega così attraente, la fantasia inizia a correre. E dopo che la fantasia è iniziata a correre, arriva un momento in cui c’è uno sfioramento, in cui c’è una sensazione di complicità che difficilmente riusciamo ad avere a casa. Ecco che iniziamo a vacillare facilmente.

Nel momento in cui non sbattiamo la porta, non la chiudiamo con una doppia mandata, allora ci possiamo trovare veramente nei guai. Se non l’abbiamo fatto subito, ecco che inizia un vortice di sentimenti, di emozioni impossibili da frenare.

E quindi che faccio? E quindi va bene che sono con due persone? Va bene che sono innamorato di due persone? Oppure devo accettare che mia moglie o mio marito siano innamorati di un altro? Questo chiaramente è molto soggettivo, non c’è una risposta giusta e sbagliata. Tendenzialmente però, nelle relazioni, questa cosa è inaccettabile.

Ma come si fa a comprendere cosa fare a questo punto? Perché come faccio a scegliere tra una persona con cui sto da trent’anni, tre figli, mutuo, impegni, passato, sentimenti importanti, fiducia… e quell’altra di cui sono follemente innamorato, sono preso, mi immagino un futuro diverso, un futuro nuovo, pieno di eccitazione?

Love Story o Life Story?

Beh, qui ha solo ed esclusivamente a che fare con la scelta. Dice Esther Perel, che è una terapeuta belga, la grande esperta di tradimento — ha scritto diversi saggi molto interessanti, tra cui un libro che ti consiglio che si chiama “Così fan tutti” — dice: “Io mi sono innamorata di mille persone nella mia vita, però devi scegliere se vuoi una love story o una life story“.

Questo secondo me è un messaggio molto bello, molto potente. Quando ci impegnamo, possiamo scegliere di rispettare quell’impegno oppure no. Quando ci affacciamo a una persona nuova, anche se ci dà tanto, dobbiamo sempre contestualizzarla per quello che è. È qualcuno che ci darà sempre le emozioni più belle, più intense. Eppure questo non vuol dire che dobbiamo inseguire quella storia.

Un Paragone con il Lavoro

Un paragone che faccio spesso è quello con il lavoro. Ora immagina di essere un ingegnere: hai studiato tre anni, o cinque, o chissà quanti, magari qualche master, altra formazione insomma. Hai investito tanto tempo, tante risorse nel tuo lavoro. Hai iniziato a lavorare, magari inizi a cambiare azienda. Ne cambi una, ne cambi due, ne cambi tre. Sei arrivato a un certo livello, hai trovato una stabilità, sei più o meno soddisfatto. Nel senso che sei contento del tuo lavoro — non troverai l’eccitazione dei primi momenti — però, insomma, ok, va bene, sono nella mia dimensione.

Poi a un certo punto hai la possibilità di vestire i panni di un chirurgo per tre giorni. Per tre giorni tu fai la vita del chirurgo. Quindi immaginiamo che tu possa imparare — così, come per magia — tutte le capacità che ha un chirurgo e inizi a fare il chirurgo. Figo! Entusiasmante! Eccitante! Forse voglio fare quello! Perché se faccio il chirurgo per tre giorni mi sento onnipotente. Magari sono tre giorni che mi vanno bene, senza perdite, senza vedere il dolore delle persone che non riesco a salvare, senza sentire il peso della responsabilità, della fatica, insomma.

Non Considerare le Relazioni Come Usa e Getta

Attenzione a non considerare le relazioni come usa e getta. Questo non vuol dire non darsi seconde opportunità, perché sono sacrosante. Se io, dopo vent’anni in cui ho fatto l’ingegnere, mi scoccio e voglio fare il chirurgo, o voglio fare qualsiasi altro lavoro, ben venga! L’importante è riconoscere che comunque anche questo richiede tanto impegno, tanta fatica. E va benissimo, perché probabilmente saremo in grado di costruire qualcosa di ancora più bello.

È una scommessa che facciamo. L’importante è star bene con se stessi mentre lo facciamo. Ed è chiaro: non c’è la garanzia di successo, né c’è l’aspettativa che sia facile iniziare una nuova strada con qualcun altro.

Il Messaggio Finale

Però il fatto di innamorarsi di due persone contemporaneamente… alla fine il mio messaggio vuole essere questo: non è “Ok, quindi devo lasciare la persona con cui sto”, ma è “Ho trovato un’altra persona che mi fa star bene. Ecco, questo apre un bivio, apre una scelta”. Non è una scelta obbligata verso quella nuova persona.

Eppure, resterà sempre un limbo. Resterà sempre una situazione conflittuale che non ci aiuta ad andare avanti, ma che è condannata a ripetersi all’infinito.

È sbagliato amare due persone contemporaneamente?

Come psicologo, incontro ogni settimana persone che vivono questa situazione con un misto di meraviglia e terrore. “Com’è possibile? Sto con mio marito da vent’anni, eppure quello che provo per quest’altra persona è reale, intenso, vero. Sono una persona sbagliata?”

Tre rose rosa su sfondo neutro.

Esther Perel, una delle voci più autorevoli sulle relazioni moderne, dice: “Ci hanno insegnato che il cuore è un contenitore che può ospitare una sola persona alla volta. Ma il cuore è molto più complesso delle regole che cerchiamo di imporgli” (Perel, 2017).

Nella mia pratica clinica, vedo questa complessità manifestarsi in modi che sfidano ogni categorizzazione semplicistica. Una paziente mi racconta, con le lacrime agli occhi: “Con mio marito mi sento a casa, al sicuro. Con lui invece mi sento viva, curiosa, scopro parti di me che non sapevo esistessero. Non voglio scegliere tra sentirmi al sicuro e sentirmi viva.”

Il punto è questo: il sentimento non è mai sbagliato. È quello che scegliamo di fare con questi sentimenti che definisce chi siamo. Ma prima di parlare di scelte – sempre complesse e profondamente personali (al di là del bene e del male, per dirla alla Nietzschiana maniera) – dobbiamo capire cosa sta succedendo dentro di te a livello psicologico e neurobiologico.

Il cuore non è a compartimenti stagni: perché possiamo amare più persone

Cuore umano con porta di cassaforte
Il cuore non è a compartimenti stagni: anche se a volte vorremmo che fosse una cassaforte, la verità è ben diversa. Il cuore è permeabile, e ci permette di amare più persone contemporaneamente.

Fin da bambini ci raccontano storie sull’anima gemella, sulla persona “giusta” che completerà la nostra vita. Questi racconti plasmano le nostre aspettative e il modo in cui misuriamo il nostro valore nelle relazioni. Ma la realtà del cuore umano è ben diversa.

Pensa a come ami i tuoi figli (se ne hai più di uno), i tuoi genitori, i tuoi amici. Non hai difficoltà ad amare profondamente più persone in questi contesti. Un genitore può amare intensamente tutti i suoi figli senza che l’amore per uno diminuisca quello per l’altro. Perché dovrebbe essere diverso con l’amore romantico?

La differenza sta nelle regole culturali che abbiamo interiorizzato, non nella capacità effettiva del cuore. Come evidenzia la ricerca antropologica: “L’amore non funziona come un’operazione aritmetica. Più amiamo, più ci espandiamo e maggiore diventa la nostra capacità” (Fisher, 2016).

L’illusione del presente: perché confondiamo intensità con durata

C’è un aspetto che raramente consideriamo quando siamo travolti da un nuovo amore: tendiamo a proiettare quello che sentiamo ora nel futuro, come se fosse destinato a durare per sempre.

Un esempio che parla da sé: “Con lei provo emozioni che non ho mai provato. Sarà così per sempre, ne sono certo.” Sei mesi dopo, tornò da me, un po’ sollevato, un po’ confuso: “Certo, ci tengo a lei. Però l’intensità sta calando. Forse non la amo davvero?”

Questo è il punto: quando siamo nella fase della limerenza, il nostro cervello è inondato di dopamina. Pensiamo che questa sensazione di estasi durerà per sempre. Ma come spiega Helen Fisher (2016), biologicamente non può durare. Il corpo non può sostenere quello stato di arousal costante indefinitamente.

Cuori surrealisti sciolti al tramonto
Quando amiamo più persone, abbiamo la sensazione che sarà così in eterno. Che l’infatuazione (se non l’ossessione) per l’altra persona durerà per sempre. Eppure, non è così,

Joe Beam, nel suo lavoro con migliaia di coppie, lo descrive perfettamente: pensiamo solo alle conseguenze a breve termine – come ci sentiamo ora – senza considerare le conseguenze a lungo termine. Parlando della sua relazione extraconiugale: “Ero così concentrato su quello che provavo con lei che non pensavo a come avrebbe influenzato il mio futuro” (Beam, 2019).

Una buona idea è chiedersi: “Se quello che provo ora avesse una data di scadenza – diciamo 18-36 mesi – cambierebbe le mie decisioni?”. Ovviamente, questo non significa che non si possa costruire una relazione matura con un’altra persona, partendo proprio dal profondo innamoramento iniziale. La cosa fondamentale è capire che quella sensazione di ultra-attaccamento, di emozioni così intense, di idealizzazione, semplicemente, ha una data di scadenza. Per cui, se stai pensando di lasciare la tua relazione in virtù di queste emozioni e non di un progetto più ampio e “lucido“, è un qualcosa da tener presente.

Il paradosso moderno del tradimento

C’è un paradosso interessante nella nostra epoca. Mai come oggi abbiamo così tante aspettative dal matrimonio e dalle relazioni di coppia. Vogliamo che il nostro partner sia tutto: migliore amico, amante appassionato, co-genitore perfetto, compagno di avventure, sostegno emotivo, stimolo intellettuale. È quello che alcuni psicologi chiamano il “modello one-stop-shop” della relazione moderna.

Eppure, proprio mentre chiediamo tutto a una sola persona, viviamo in una cultura che ci espone costantemente a infinite possibilità. App di incontri, social media, possibilità di spostamenti – siamo circondati da potenziali alternative. Il tradimento oggi non nasce solo dall’infelicità, ma spesso dalla curiosità, dal desiderio di esplorare parti di sé che rimangono dormienti nella relazione principale.

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Un mio paziente lo espresse perfettamente: “Non mi manca nulla nel mio matrimonio. Mia moglie è fantastica. Ma con l’altra donna scopro un me stesso che non conoscevo – più spontaneo, più creativo. Non è che cerco qualcosa che mi manca, è che ho trovato qualcosa che non sapevo di volere.”

Figura bifronte con smartphone, disegno a matita.
Oggi viviamo un paradosso importante: il partner dev’essere unico eppure avere molteplici ruoli… e allo stesso tempo, le possibilità di trovarne un altro sono all’ordine del giorno.

Questo cambia completamente la narrativa del tradimento. Non è sempre fuga da qualcosa di brutto (anzi, mi sento di dire che lo è raramente), ma a volte ricerca di qualcosa di diverso. Non è necessariamente sintomo di una relazione malata, ma può essere espressione di una molteplicità interiore che cerca spazio per manifestarsi.

La scienza dell’amore duale: cosa dice la ricerca

Limerenza vs attaccamento: due sistemi completamente diversi

Dorothy Tennov (1979) ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’innamoramento introducendo il concetto di limerenza. Non è semplicemente “avere una cotta” – è uno stato alterato di coscienza con caratteristiche neurobiologiche precise.

La limerenza include:

  • Pensieri intrusivi: la persona occupa gran parte dei tuoi pensieri
  • Paura del rifiuto accompagnata da euforia estrema quando l’interesse sembra ricambiato
  • Sintomi fisici: battito accelerato, perdita di appetito, insonnia, tremori
  • Cristallizzazione: tendenza a enfatizzare i tratti positivi dell’altro minimizzando i difetti
  • Bisogno ossessivo di reciprocità: non basta amare, hai bisogno disperato di essere riamato

Helen Fisher (2016) ha mappato cosa succede nel cervello durante le prime fasi dell’infatuazione attraverso risonanze magnetiche funzionali. Ha scoperto che quando guardiamo la foto di qualcuno di cui siamo infatuati, si attivano le stesse aree cerebrali coinvolte nella dipendenza da cocaina. Il sistema della ricompensa viene inondato di dopamina, creando quella sensazione di euforia e ossessione.

Ma ecco il punto cruciale: la limerenza ha una data di scadenza. È biologicamente insostenibile mantenere quello stato di arousal costante – il corpo semplicemente non ce la fa.

Illustrazione cervello umano e formule chimiche - cervello in amore

L’effetto aureola e il suo inevitabile tramonto

Durante la limerenza viviamo quello che gli psicologi chiamano “halo effect” – effetto aureola. Non vediamo i difetti dell’altra persona, o se li vediamo, li minimizziamo. “Sì, so che ha quel difetto, ma non importa” – quante volte l’hai pensato?

Dopo un po’, però, i difetti emergono in tutto il loro peso. Non significa che l’amore svanisce, ma che cambia forma. Il problema nasce quando scambiamo l’intensità della limerenza per “vero amore” e la quiete dell’attaccamento sicuro per “amore morto”.

L’attaccamento profondo, infatti, è tutta un’altra storia. È mediato principalmente da ossitocina e vasopressina (Fisher, 2016). Non ti dà la “botta” della dopamina, ma produce qualcosa di più sostenibile: comfort, sicurezza, senso di appartenenza. È quello che provi quando ti accoccoli con il partner di lunga data sul divano – non sono farfalle nello stomaco, è qualcosa di più profondo e pacato. Addirittura noioso.

Ora questi due sistemi operano indipendentemente (Fisher, 2016). Puoi essere profondamente attaccato al tuo partner di lunga data e contemporaneamente sperimentare infatuazione per qualcun altro. Non è un bug del sistema – dal punto di vista evolutivo, potrebbe essere stato addirittura adattivo.

Quattro scenari possibili: dove ti porterà questa strada?

Quando ami due persone, di solito ti trovi davanti a quattro possibili percorsi. Li ho visti ripetersi tantissime volte nella mia pratica clinica:

1. Tentare di mantenere entrambe le relazioni

“Posso gestire entrambe, nessuno deve sapere.”

Questo percorso, a lungo andare, è destinato al fallimento. Puoi riuscirci per un po’, ma il peso delle bugie, la complessità logistica, il carico emotivo diventano insostenibili. Prima o poi, o il partner scopre tutto, o l’amante si stanca di essere “l’altro/a”, o tu stesso crolli sotto il peso della doppia vita.

Oppure, se il partner è d’accordo, perseguire la strada della non monogamia etica. Insomma: il poliamore.

2. Lasciare il matrimonio per l’amante

“Questa è la persona giusta, devo seguire il mio cuore.”

Le statistiche sono impietose. Per citare Glass (2003):

“Statisticamente, il tasso di divorzio nei primi matrimoni è del 50% e quello nei secondi del 60%. Se sposi il tuo amante, la probabilità che funzioni è persino peggiore delle tristi statistiche sui divorzi nei secondi matrimoni (a meno che tu non sposi una vecchia fiamma della tua giovinezza).

Le relazioni iniziate con il tradimento e la rottura della fiducia spesso finiscono per avere problemi di fiducia.”

3. Terminare la relazione extra e lavorare sul matrimonio

“Devo fare la cosa giusta, anche se fa male.”

Questo richiede un coraggio enorme e spesso un supporto professionale. Non è solo questione di “tagliare i ponti” – è elaborare un lutto, ricostruire la fiducia, riscoprire il partner che hai accanto.

4. Aspettare che sia l’altro a decidere

“Non so cosa fare, aspetto che le cose si risolvano da sole.”

Il decidere di non decidere, è di fatto una decisione. E potenzialmente porta a perdere entrambe le relazioni, perché né il partner né l’amante possono tollerare l’incertezza all’infinito.

Il cambiamento di identità: chi diventi quando agisci

Forse l’aspetto più profondo e meno discusso è questo: le nostre azioni definiscono chi siamo.

Chi decide di tornare con il proprio partner, potrebbe dire: “Non ero più io. Seguendo solo quello che sentivo, ero diventato qualcuno che non riconoscevo più. Avevo tradito non solo mia moglie, ma i miei stessi valori. Volevo tornare ad essere me stesso.”.

Così come chi decide di vivere con convinzione una nuova relazione, potrebbe dire: “Finalmente ho trovato il coraggio di inseguire i miei sentimenti, fare quel salto nel vuoto che pensavo di non poter mai fare nella vita!”.

A volte ci infiliamo in un paradosso: inseguendo l’autenticità del sentimento, possiamo perdere l’autenticità di chi siamo.

Uomo cammina in un vicolo stretto

Amori diversi risvegliano parti diverse di noi

Ogni relazione è come uno specchio che riflette non solo chi è l’altra persona, ma chi diventiamo in sua presenza. Non cambiamo personalità – emergono semplicemente aspetti diversi di noi.

Pensa a come ti comporti con il tuo migliore amico rispetto a come sei con i tuoi genitori o colleghi. Sei sempre tu, ma diverse relazioni attivano diverse sfaccettature della tua identità.

Una persona può risvegliarti il lato avventuroso, un’altra quello tenero e protettivo. Una ti fa sentire intellettualmente stimolato, un’altra emotivamente nutrito. Nessuna di queste versioni è più “vera” dell’altra – sono tutte autenticamente tue.

Sei come un prisma. La luce che lo attraversa è sempre la stessa, ma a seconda dell’angolazione, emergono colori diversi. Le persone che ami sono diverse angolazioni di luce che rivelano i tuoi molteplici colori interiori.

La paura del confronto e il mito della scarsità

“Se il mio partner trova attraente qualcun altro, significa che io non sono abbastanza?”

Questa domanda tormenta molti dei miei pazienti. Nasce dall’idea che l’amore sia una risorsa limitata, come una torta da dividere: più ne dai a uno, meno ne rimane per l’altro.

Ma l’amore non segue questa logica economica. Non è scarso, è anzi estremamente abbondante. Il problema non è la capacità del cuore di contenere più amori, ma le strutture culturali che ci impediscono di crederlo possibile.

“Ho capito che non sono unica perché soddisfo ogni suo bisogno, ma perché la combinazione di chi sono e come amo non può essere replicata. Altri possono risvegliare aspetti diversi, ma non possono cancellare quello che abbiamo costruito.”

Lo racconto? E il poliamore?

si possono amare due persone contemporaneamente?

Non voglio dipingere un quadro rigido, in cui non l’unica scelta giusta è quella di restare col proprio partner o mettere a tacere un’esigenza che è emersa. Anzi, esistono situazioni in cui esplorare questi sentimenti complessi può portare a una crescita autentica e a relazioni più soddisfacenti – ma la chiave sta nella consapevolezza e nella costruzione intenzionale.

Conosco coppie che hanno navigato con successo la complessità di amare più persone, ma avevano alcuni elementi in comune: trasparenza, maturità emotiva e valori condivisi su cosa significhi amore e impegno. Non hanno agito d’impulso sotto l’effetto della limerenza, ma hanno costruito intenzionalmente nuove forme relazionali.

Una paziente mi raccontò: “Quando ho realizzato di provare sentimenti profondi per due persone, invece di nasconderlo o agire di nascosto, ne ho parlato con mio marito. È stato doloroso, complesso, abbiamo fatto terapia di coppia per mesi. Alla fine abbiamo ridefinito i confini della nostra relazione in modo che funzionasse per entrambi. Non è per tutti, ma per noi ha significato un’onestà e un’intimità che non avevamo mai avuto prima.”

Alcune persone scoprono attraverso questa esperienza che la monogamia tradizionale non è l’unica forma di amore etico possibile. Il poliamore consensuale, le relazioni aperte, altre forme di non-monogamia etica – sono scelte valide quando sono fatte con piena consapevolezza, consenso di tutti i coinvolti e comunicazione costante.

Ma attenzione: questo richiede un livello di lavoro emotivo, comunicazione e conoscenza di sé che va ben oltre il “seguire semplicemente i propri sentimenti”. Richiede di distinguere tra quello che vogliamo (desiderio immediato) e quello che scegliamo di costruire (visione a lungo termine). Richiede di considerare non solo i nostri bisogni ma anche quelli di tutti i coinvolti.

La differenza cruciale è questa: non si tratta di essere trascinati dai sentimenti, ma di usare questi sentimenti come informazioni su chi siamo e cosa vogliamo, per poi costruire consapevolmente relazioni che onorino questa complessità. È un percorso che richiede coraggio, onestà e spesso supporto professionale – ma per alcuni, può portare a una vita relazionale più autentica e soddisfacente.

Possibilità e rischi: navigare la realtà

Amare due persone contemporaneamente non è una questione morale, ma di scelte e conseguenze. Il cuore può contenere entrambi gli amori, ma le nostre vite sono strutturate da accordi, promesse e impegni che non si piegano facilmente.

Se si riesce ad aprire la relazione a terzi, bisogna scontrarsi contro probabili (probabilissime!) angosce del partner. Ma prima ancora di fare un passo del genere, dobbiamo ricordarci che c’è differenza tra sentire e agire.

Quando chiedere aiuto professionale

Riconoscere di aver bisogno di supporto è un grande segno di forza. Ecco alcuni segnali che indicano che potrebbe essere utile un percorso terapeutico:

  • Paralisi decisionale: Non riesci a prendere una decisione da mesi
  • Sofferenza intensa: L’ansia e il senso di colpa interferiscono con la tua vita quotidiana
  • Comportamenti compulsivi: Continui a fare cose che sai ti faranno stare male
  • Isolamento: Non riesci a parlarne con nessuno per vergogna o paura del giudizio
  • Pensieri ossessivi: La situazione occupa ogni momento della tua giornata
  • Impatto sulla salute: Insonnia, perdita di appetito, sintomi fisici dello stress
  • Perdita di identità: Non riconosci più chi sei diventato

Nel mio approccio, integro elementi strategici con i principi di Gottman e tecniche solution-focused. Non giudico, non do consigli su cosa “dovresti” fare. Ti aiuto a fare chiarezza su cosa vuoi tu, quali sono i tuoi valori, e come muoverti verso una soluzione che sia autentica per te.

Se vuoi, puoi prenotare una call conoscitiva gratuita.

Domande Frequenti: si possono amare due persone contemporaneamente?

È normale quello che sto provando?

Assolutamente sì. In molti provano sentimenti romantici per due persone contemporaneamente. È molto più comune di quanto si pensi, semplicemente non se ne parla.

Devo dirlo al mio partner?

Dipende. La trasparenza può essere liberatoria ma anche devastante. Valuta: qual è la tua intenzione nel dirlo? Cerchi intimità e onestà o vuoi alleggerire il tuo senso di colpa? Un terapeuta può aiutarti a esplorare questa decisione. Intanto, puoi leggere l’articolo Confessare un tradimento: lo psicologo risponde.

Significa che non amo più il mio partner?

No. Puoi amare profondamente il tuo partner e contemporaneamente provare sentimenti per qualcun altro. L’uno non cancella l’altro. Come dice Perel (2017): “L’esistenza di un amore non cancella necessariamente la possibilità di un altro”.

Come faccio a scegliere?

Non sempre devi. A volte la “scelta” è accettare la complessità dei tuoi sentimenti senza agire su di essi. Quando una scelta è necessaria, chiediti: “Quali sono i miei valori fondamentali? Che tipo di vita voglio costruire? Con chi mi vedo tra 10 anni?”. Puoi approfondire leggendo l’articolo Come scegliere tra moglie (o marito) e amante: la guida definitiva

Il nuovo amore è più “vero” perché più intenso?

L’intensità non equivale a verità o profondità. La limerenza (del nuovo amore) è neurologicamente più “rumorosa” – più dopamina, più eccitazione. L’attaccamento sicuro è più silenzioso ma non meno profondo. Sono semplicemente diversi. Approfondisci leggendo l’articolo La dipendenza affettiva per l’amante: chimica e come uscirne.

Cosa succede se lascio tutto per il nuovo amore?

Le statistiche non sono incoraggianti: la maggior parte delle relazioni nate da un tradimento non sopravvive alla fine della fase di limerenza. Quelle che sopravvivono spesso portano con sé il peso della colpa e del rimorso per quello a cui si è rinunciato.

Sto tradendo anche se non è successo niente di fisico?

Il tradimento emotivo esiste e può essere altrettanto doloroso. Se stai nascondendo una connessione emotiva significativa, se condividi con l’altra persona cose che non condividi con il partner, se fantastichi su una vita insieme – è un qualcosa che potremmo chiamare “Tradimento bianco”. Puoi approfondire questo concetto leggendo l’articolo Tradire senza andare a letto: il tradimento bianco.

Perché mi sento così in colpa se è “naturale”?

Naturale non significa privo di conseguenze emotive. Il senso di colpa nasce dal conflitto tra quello che senti e gli impegni che hai preso, tra i tuoi desideri, i tuoi valori e quello che la società ci ha insegnato essere giusto o sbagliato. È il segnale che stai navigando qualcosa di importante e complesso. Ho scritto un articolo che può interessarti: Tradire è giusto o sbagliato?

Come influenzerà i miei figli?

I bambini sono più percettivi di quanto pensiamo. Anche se non dicono nulla, assorbono le tensioni, i cambiamenti, le dinamiche emotive. Le decisioni che prendi oggi possono influenzare il loro modo di vedere le relazioni per anni a venire. Se vuoi approfondire questa dinamica, leggi il mio articolo I Figli Perdonano un Tradimento?

Una scelta consapevole: sentire è umano, scegliere è responsabilità

Arriviamo al cuore della questione. Sì, puoi amare due persone contemporaneamente. Il cuore ha questa capacità. Ma viviamo in un mondo di relazioni, accordi, famiglie, responsabilità. La domanda non è “posso sentire questo?” ma “cosa scelgo di fare con quello che sento?

Un elemento cruciale che spesso dimentichiamo: ogni decisione che prendiamo oggi non riguarda solo il presente, ma costruisce il nostro futuro. Non solo il futuro immediato – i prossimi mesi di passione – ma il futuro a lungo termine: chi saremo tra cinque, dieci anni? Che tipo di persona diventeremo seguendo questa strada?

Le persone che navigano meglio questa complessità sono quelle che:

  1. Accettano i propri sentimenti senza giudicarsi
  2. Distinguono tra sentimenti e azioni – sentire è involontario, agire è una scelta
  3. Considerano le conseguenze a lungo termine, non solo l’intensità del momento
  4. Si prendono tempo per capire cosa vogliono veramente
  5. Valutano l’impatto delle loro scelte su tutti i coinvolti
  6. Agiscono in linea con i propri valori, non solo con i propri desideri
  7. Cercano supporto quando ne hanno bisogno

Ricorda: il fatto che tu possa provare questi sentimenti non ti rende cattivo, confuso o rotto. Ti rende semplicemente umano.

Ma ricorda anche: l’intensità di quello che provi ora non durerà per sempre. La limerenza ha una data di scadenza. Le decisioni che prendi sotto la sua influenza potrebbero non essere quelle che prenderesti con una mente più chiara.

Se ti ritrovi in questa situazione e senti di aver bisogno di uno spazio sicuro per esplorare questi sentimenti senza giudizio, sappi che esistono professionisti preparati ad accompagnarti. Non devi navigare questa complessità da solo.

Il percorso verso la chiarezza non è sempre lineare, ma ogni passo verso la comprensione di te stesso è un passo verso una vita più autentica, qualunque forma essa prenda.

Altri articoli sulle relazioni e il tradimento

Bibliografia

Beam, J. (2019). Love, Sex & Marriage. Marriage Helper Press.

Fisher, H. (2016). Anatomy of Love: A Natural History of Mating, Marriage, and Why We Stray. W. W. Norton & Company. https://www.helenfisher.com/books.html

Glass, S. (2003). Not “Just Friends”: Rebuilding Trust and Recovering Your Sanity After Infidelity. Free Press.

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Johnson, S. (2019). Attachment Theory in Practice: Emotionally Focused Therapy (EFT) with Individuals, Couples, and Families. The Guilford Press.

Machin, A. (2022). Why We Love: The New Science Behind Our Closest Relationships. Weidenfeld & Nicolson. https://www.annagmachin.com/books

Mitchell, S. A. (2002). Can Love Last? The Fate of Romance Over Time. W. W. Norton & Company.

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Tennov, D. (1979). Love and Limerence: The Experience of Being in Love. Scarborough House.

maurizio iengo psicologo

Maurizio Iengo

Psicologo, formatore e consulente. Membro dell'American Psychological Association. Da anni studio e pratico l'ipnosi, oltre ad essere formato nella tecnica EMDR - lo strumento più scientificamente validato per il lavoro sul trauma. Collaboro con Psicohelp, uno dei maggiori portali di terapia di coppia in Italia. Ho un master in Terapia e Clinica del Legame di Coppia e sono autore di vari libri, tra cui "Dubbio Patologico", "Tornare a Vivere", "il Salvacoppie", "Psicologia del Tradimento".

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