Dopo il tradimento, stiamo facendo progressi? Come rivedere gli accordi

Aggiornato il · 8 min di lettura

Verificato il · prossima entro il 27 settembre 2027

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Avete avuto una settimana tranquilla, senza litigi. Poi un anniversario, un messaggio o l’aver rifrequentato uno specifico luogo, riapre la ferita. E di nuovo giù di battutine, frecciatine, e tutte quelle cose che ti fanno alzare gli occhi al cielo. Uno pensa che tutto sia stato inutile; l’altro teme che nessun cambiamento verrà mai riconosciuto. La domanda diventa: “Stiamo andando avanti oppure no?”.

Viene in aiuto un disegnino che faccio spesso all’inizio di ogni percorso: spesso immaginiamo il progresso come lineare. Eppure, raramente lo è. Anzi: più spesso è fatto di saliscendi, di una settimana brutta e un giorno buono, di un mese così così e di nuovo un giorno buono, prima di una settimana terribile. E a volte, quando siamo su, ci illudiamo di essere arrivati a fine percorso. Altre volte, quando siamo giù, pensiamo di essere scivolati di nuovo all’inizio.

Non è così.

Per fare il punto, servono osservazioni che non abbiano a che fare con il numero di “giorni buoni” o “cattivi”. Le domande giuste sono altre: puoi chiederti quali accordi siano stati rispettati, quali fatti restino poco chiari e quanto spazio esista per scegliere liberamente se stare insieme o no.

Non c’è una risposta univoca che decide il futuro della relazione, ma di seguito ti elenco alcune domande sottoforma di esercizio per riflettere sulla vostra situazione. Puoi leggerle insieme alla guida sugli accordi pratici di ricostruzione.

Un esercizio di coppia per capire come va dopo un tradimento

1. Definite il perimetro temporale: Scegliete un periodo preciso e recente (es. “le ultime tre settimane” o “lo scorso mese”). Non mescolate la valutazione del presente con i dolori del passato.

2. Spostate il focus sui comportamenti: Invece di domande astratte come “Ti fidi di me?”, usate domande ancorate alla realtà come “Quando giovedì ho fatto tardi, come abbiamo gestito l’ansia che ne è scaturita rispetto a quanto avevamo concordato?”.

3. Compilate lo schema: Per ciascuna delle cinque aree, annotate un episodio concreto avvenuto nel periodo scelto e formulate una domanda per il futuro.

Mappa del post-tradimento

AreaFocus della valutazioneEsempio di fatto (un episodio)Esempio di domanda per il futuro
AccordiQuale impegno preso insieme è stato rispettato e quale è saltato?Martedì hai chiamato per avvisare di un ritardo, come concordato.Cosa facciamo quando uno dei due dimentica un accordo per stanchezza?
TrasparenzaSono emersi fatti nuovi, dettagli prima omessi, o c’è stata sincerità spontanea?Sabato ho scoperto dal telefono un dettaglio che non mi avevi detto.Cosa ci blocca ancora dal dirci subito tutta la verità, anche se scomoda?
ConversazioniSiamo riusciti a mettere in pausa una lite e a riprenderla a mente fredda?Mercoledì abbiamo interrotto la lite e ne abbiamo riparlato con calma il giorno dopo.Qual è l’argomento che stiamo ancora evitando per paura di litigare?
QuotidianitàC’è stato spazio per la normalità (lavoro, riposo, amicizie, leggerezza)?Domenica siamo riusciti a guardare un film senza parlare della crisi.Quanto spazio occupa ancora il tradimento nelle nostre giornate?
Scelta e bisogniRiusciamo a esprimere desideri diversi senza sentirci minacciati o rifiutati?Hai accettato che giovedì sera io volessi stare solo/a a leggere.Come possiamo tollerare meglio quando i nostri bisogni non coincidono?

Distinguere un ricordo doloroso da un fatto nuovo

Una ricorrenza può riportare alla mente ciò che è accaduto senza che il partner abbia violato un nuovo accordo. In quel caso il tema del confronto può essere come accogliere la sofferenza, e quali richieste siano possibili in quel momento.

Un contatto nascosto e scoperto adesso è invece un’informazione sul presente. Non va liquidato come incapacità di superare il passato. Ma può essere un segnale di dover rivedere (e ribadire!) le condizioni su cui era stato impostato il tentativo di ricostruzione.

Ci sono anche situazioni incerte, nelle quali non sapete ancora che cosa sia successo. Potete nominare l’incertezza e discutere come chiarirla, evitando sia una condanna automatica sia una rassicurazione imposta. Per organizzare il confronto può aiutare preparare le domande sul tradimento.

“Meno litigi” non basta a descrivere un miglioramento

Nella mia pratica, vedo spesso persone che hanno tradito che smettono di venire in terapia di coppia perché “riapre le ferite”. Perché, di fatto, costituisce un’occasione per guardare a un passato doloroso. Dove chi ha tradito, pensa che il silenzio di quando non se ne parla, significa che vada tutto bene.

Eppure, difficilmente è così. Può essere stanchezza, paura, o quella che chiamiamo “impotenza appresa”: ogni domanda viene respinta, per cui… che te lo chiedo a fare? È per questo che la sola frequenza dei conflitti non dice se entrambi abbiano trovato più spazio nella relazione.

Provate a chiedervi: posso esprimere un dubbio senza doverlo ritirare immediatamente? Posso dire che non desidero intimità oggi? Posso riconoscere un gesto positivo senza che venga interpretato come “ho già perdonato”?

Ricorda però che le risposte non sono un esame da superare: servono a capire in quale direzione andare per migliorare ancora di più.

Che cosa possiamo ricavare dagli studi

Una ricerca qualitativa pubblicata nel 2012 raccoglie racconti di persone rimaste nella relazione dopo l’infedeltà. Descrive un percorso complesso, nel quale compaiono motivazioni per restare, sostegno e cambiamenti nelle dinamiche di coppia. Non fornisce una scadenza entro cui ogni coppia dovrebbe recuperare.

Anche lo studio di Fife e colleghi riguarda coppie che riferivano un recupero significativo ci dà delle informazioni interessanti. Innanzitutto, ci suggerisce che il processo di guarigione si sviluppa gradualmente, man mano che le coppie lavorano insieme per ricostruire la loro relazione. E il processo include una serie di step: dalla valutazione del danno alla creazione di un futuro. E ci dice anche che

La terapia di coppia [per il tradimento] ha aiutato i partner a comunicare in modo costruttivo, ha fornito loro strumenti per ritrovare la sintonia e ha favorito la capacità di comprendere il punto di vista dell’altro. Un partner che aveva tradito ha spiegato: «Non so se mi sarei sentito così guarito senza [la terapia], perché abbiamo imparato modi migliori di comunicare. E sono riuscito a condividere e a dire certe cose». Un partner che non aveva tradito ha raccontato: «Il terapeuta è stato molto comprensivo nei confronti [del mio partner] e… riusciva davvero a far emergere le storie, come la versione dei fatti [del mio partner] che non avevo realmente preso in considerazione». Ha poi aggiunto: «Questo mi ha aiutato a provare molta più compassione». I partecipanti hanno inoltre descritto come le abitudini per ritrovare la sintonia, instaurate durante la terapia, abbiano continuato a svolgere un ruolo importante nella loro relazione attuale. Un partner che aveva tradito ha spiegato: «Le cose che abbiamo imparato [in terapia]… come ritagliarci del tempo l’uno per l’altra e concederci quegli appuntamenti speciali… abbiamo continuato a farle, a prescindere da tutto».

Fife et al., 2023

Se valutate il percorso in modo diverso

Soprattutto quando c’è tensione, può capitare che uno dica: “Sì, ora rispetti gli accordi, ma quando sono giù ti arrabbi”. E l’altra risponda: “Pensavo che rispettare quegli accordi bastasse a farti stare meglio, invece stai sempre in depressione!”. Succede spesso, e il motivo è che c’è una confusione comprensibile. Perché il disaccordo riguarda l’aspettativa che un comportamento elimini tutte le conseguenze emotive. Come a dire: “Io ora sto facendo tutte le cose giuste, perché ancora non ti fidi?”.

In molti casi, è sufficiente riuscire a spostarsi “di lato” rispetto alla propria visione rigida, e capire una cosa molto semplice: l’impegno è stato rispettato e resta una difficoltà nel modo di rispondere al dolore. Il passo successivo potrebbe essere discutere quella difficoltà, senza negare il cambiamento già avvenuto e senza usarlo per pretendere che il resto sparisca.

Se invece una persona continua a proporre accordi e l’altra non vuole più partecipare, va affrontata la diversa volontà di proseguire.

Decidere il prossimo passo possibile

Al termine del confronto potete scegliere di mantenere un accordo, modificarlo, chiarire un’informazione oppure chiedere aiuto. Potete anche riconoscere che uno dei due non vuole continuare. Fare il punto non deve avere come unico esito ammesso la permanenza nella coppia.

Quando restate bloccati, un percorso psicologico dopo il tradimento può partire dagli episodi che avete annotato. Per informazioni puoi richiedere una call conoscitiva gratuita, spiegando quale decisione o difficoltà desiderate affrontare.

Il riferimento utile rimane ciò che state vivendo e scegliendo oggi: quali fatti sono chiari, quali impegni vengono sostenuti e quali limiti ciascuno intende rispettare. Il calendario, da solo, non può rispondere al vostro posto.

In breve

  • Il tempo trascorso non misura da solo la qualità della ricostruzione.
  • Conviene osservare episodi e accordi specifici.
  • Il miglioramento di un aspetto non annulla nuove omissioni o altri problemi.
  • Fare il punto può portare a proseguire, modificare gli accordi o scegliere di separarsi.

Domande frequenti

Se torno a stare male significa che siamo al punto di partenza?

Non necessariamente. In molti casi è normale (come nell’esempio del “ghirigoro”). È utile capire che cosa ha riaperto la sofferenza e distinguere un ricordo doloroso da un nuovo fatto che cambia la situazione attuale.

Dopo quanto tempo dovrei fidarmi di nuovo?

Non esiste una scadenza universale. Si possono rivedere gli impegni a intervalli concordati, senza imporre una data entro cui il dolore o i dubbi debbano sparire.

Una coppia che litiga meno sta sicuramente migliorando?

No. Il minor conflitto può accompagnare un cambiamento, ma anche silenzio, rinuncia o paura. Conta verificare se entrambi possono parlare e scegliere liberamente.

Bibliografia e fonti

  1. Abrahamson I., Hussain R., Khan A., Schofield M. J. (2012). What Helps Couples Rebuild Their Relationship After Infidelity? DOI: 10.1177/0192513X11424257
  2. Fife S. T., Gossner J. D., Theobald A., Allen E., Rivero A., Koehl H. (2023). Couple healing from infidelity: A grounded theory study DOI: 10.1177/02654075231177874

maurizio iengo psicologo

Maurizio Iengo

Psicologo, formatore e consulente. Membro dell'American Psychological Association. Da anni studio e pratico l'ipnosi, oltre ad essere formato nella tecnica EMDR - lo strumento più scientificamente validato per il lavoro sul trauma. Collaboro con Psicohelp, uno dei maggiori portali di terapia di coppia in Italia. Ho un master in Terapia e Clinica del Legame di Coppia e sono autore di vari libri, tra cui "Dubbio Patologico", "Tornare a Vivere", "il Salvacoppie", "Psicologia del Tradimento".

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