Quando l’amante dice basta

Ascolta “Quando l’amante dice basta” in versione audio. Narrato da Gianluca Sordi.

Una relazione extraconiugale, come già spiegato abbondantemente nell’articolo Come superare la rottura con l’amante, tende ad avere un andamento piuttosto prevedibile: di solito, dopo un po’ si ritorna all’alveo coniugale.

Non senza problemi: se l’amante diventa importante, mettere fine alla relazione sarà più complicato e doloroso.

Ma spostiamo per una volta il punto di vista, che in qualche modo ci riporta al tema del superamento. Cosa succede quando è l’amante a dire basta?

Iniziamo con il dire che le situazioni in cui ci si ritrova ad essere abbandonati dall’amante, possono essere svariate. Potremmo ritrovarci in una situazione in cui l’amante non ha altri vincoli, per cui ha una sola relazione – quella con la persona sposata (o impegnata). Oppure una situazione in cui la coppia clandestina è formata da due “traditori”, ed entrambi vivono vite parallele.

Nel mio lavoro, vedo spesso nascere grossi attriti quando uno dei due desidera:

  • un maggior impegno e una decisione risolutiva, che il partner non è pronto a prendere.
  • uno dei due vuole mollare e tornare in seno alla propria famiglia.

Spesso la dinamica del rientro nella relazione ufficiale è preceduta da quella che potremmo chiamare “la ribellione dell’amante”.

Ma non è semplice uscirne, perché la relazione extraconiugale è diventata così coinvolgente e importante da averci stravolto la vita.

  • Aumentano le bugie;
  • Aumentano le pressioni dell’amante;
  • Diventa difficile coniugare gli impegni;
  • Il rapporto con gli altri membri della famiglia ne risente.

La disillusione che segue al lungo momento di infatuazione iniziale, che può durare mesi, è dovuta alla dura prova che la realtà costringe ad affrontare.

In questa fase gli amanti iniziano a valutare vantaggi e svantaggi della relazione, ma con due prospettive diverse.

Il partner che non intende andare oltre, e prima o poi tornerà all’alveo familiare, per i motivi noti, sa più o meno cosa aspettarsi.

L’amante che aspetta delle decisioni forti dall’altra parte, decide di non voler aspettare più, perché soffre e – di conseguenza – abbandona.

Se hai bisogno di un sostegno, di fare chiarezza o affrontare la fine di una relazione, contattami senza impegno per una telefonata conoscitiva.

Perché l’amante abbandona

Il primo motivo è semplice: l’altro o l’altra non lascia il coniuge.

Esempio: il marito che non lascia la moglie, o la moglie che non lascia il marito.

Le ragioni sono di carattere sociale e personale. Il matrimonio definisce uno status sociale, oltre che civile. Essere sposati e avere una famiglia propria comunica stabilità, appartenenza al canone sociale, adempimento a dei doveri che vengono percepiti come importanti in molte culture.

Inoltre, la famiglia non viene senza prezzo. Costruirla è difficile, mandare avanti un matrimonio richiede sacrifici, allevare figli e crescerli, impegnarsi in progetti in comune che li riguardano.

Tutto questo ha comunque un peso nelle considerazioni che si possono fare in ordine a lasciare o meno l’alveo familiare.

Perché non si decide

Facciamo il caso che ad avere l’amante sia un marito che non lascia la moglie.

Dopo un po’, come abbiamo già detto, egli può tornare nel più ordinario e sicuro alveo familiare.

I motivi sono sempre gli stessi. In generale, chiunque, trovatosi alla strette, tende a fare scelte prudenti e conservative.

Non si sente pronto: lasciare una moglie (o un marito) non è così facile. Innanzitutto, una forte pressione sociale e la paura di star sbagliando: “…e se comunque non fosse quella giusta?”. Poi, il desiderio di tenere in piedi degli equilibri familiari, particolarmente importanti se ci sono dei figli. Infine, le non indifferenti conseguenze economiche, soprattutto quando il motivo è una storia clandestina.

Prende tempo: la tattica di prendere tempo può essere attribuita sia al fatto di non avere coraggio di rompere, sia sperare che qualcosa cambi. Ma in generale, la paura di essere scoperti tende ad accelerare le decisioni drastiche.

Non vuole restare solo: a un certo punto la storia evolve fino ad arrivare a un bivio. Mettere fine al matrimonio, assumendosi la responsabilità di aver rotto l’armonia familiare e stare con l’amante? Oppure chiudere con l’amante? La verità è che si apre una terza prospettiva. Quella nella quale ha paura di non avere più il controllo della propria relazione extraconiugale e rimanga da solo. Per questo, sceglie la via più sicura: torna nella coppia originale.

I tradimenti, spesso si nascondono dietro l’immagine di una famiglia felice.

L’amante soffre e si sente comunque un ripiego

Durante la prima fase della storia clandestina, l’amante si sente protagonista, importante, e vive la relazione come un gioco.

I momenti vissuti insieme al traditore sono brevi, ma eccitanti, selvaggi, danno una connotazione avventurosa alla storia: avventura che molto spesso è quello che mancava nella vita di chi tradisce.

È come tornare bambini. Una bellissima giostra di emozioni e situazioni che fanno sentire vivi.

Dopo un po’ però la storia tende a normalizzarsi, per cui anche vedersi e “fare cose insieme” tende ad assumere i connotati della routine.

Il più impegnato tra i due, si trova a gestire adesso due routine contrastanti, per cui è costretto a scendere a compromessi.

Compromessi che possono essere vissuti al ribasso, come una svalutazione del tempo trascorso insieme, soprattutto dall’amante, che inizia a sentirsi un ripiego, una valvola di sfogo, un passatempo.

Da qui la decisione di voler forzare la mano o, in caso contrario, di abbandonare.

Quando l’amante è garante della coppia

In diverse occasioni, ho visto gli amanti essere veri e propri “garanti della coppia”. Il coniuge traditore ha trovato nell’amante una valvola di sfogo dalle difficoltà della relazione che altrimenti sarebbe già stata interrotta. Magari il traditore resta per i figli, o per la serenità e la stabilità che la famiglia riesce a dargli.

I problemi, quindi, paradossalmente sorgono quando l’amante decide di interrompere la relazione. Da una situazione di precario equilibrio, il mondo del traditore va a collassare definitivamente: c’è una grande sofferenza data dalla distanza emotiva con il partner ufficiale e dall’elaborazione del lutto dell’ex amante. Il/la compagno/a attuale non può essere di conforto, e la sensazione di solitudine viene amplificata.

Da un lato, c’è un atto di maturità: il coniuge traditore non ha mai deciso di abbandonare la famiglia d’origine, perché in fondo ha compreso di voler rispettare l’impegno coniugale. E che l’amante era, appunto, da relegare a una valvola di sfogo.

Ci vuole molta forza per decidere coscientemente di elaborare il lutto della perdita di un amante. Perché l’unica cosa che vorremmo è vivere di nuovo quelle sensazioni, quel brivido che avevamo. Magari facevamo progetti che non si sono realizzati e, soprattutto, pensiamo.

Pensiamo in continuazione, con un vero e proprio rimuginìo ossessivo, che forse sarebbe stato meglio se avessimo lasciato la famiglia per scappare con l’amante. Pensiamo che forse ci avrebbe dato quello che cerchiamo una volta per tutte. Una strada per la felicità. Eppure, quando pensiamo in questo modo, ignoriamo due cose fondamentali:

  • L’amante è una persona con cui abbiamo speso un tempo limitato, con cui abbiamo vissuto solo la “fiamma” potente dell’innamoramento. Venendo a mancare l’impegno e i problemi tipici che fisiologicamente logorano le relazioni, abbiamo una visione idealizzata dell’amante. Talvolta, si creano veri e propri fenomeni di limerenza, in cui l’amante sembra perfetto. Il motivo è chiaro: abbiamo visto solo il suo lato migliore, e ci siamo costruiti delle fantasie, dei possibili futuri, che sono unicamente nella nostra testa. Di fatto, non sappiamo se si sarebbero mai avverati così come avremmo voluto. È proprio l’incognita a rendere tutto così travagliato.
  • Dando all’amante il compito di renderci felici, stiamo facendo null’altro che deresponsabilizzarci. Come a dire: “La mia felicità non è compito mio, ma di qualcuno che deve rendermi felice”. Un po’ assurdo, no? Eppure lo facciamo spesso: dimentichiamo di prenderci la responsabilità dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni. Cercare la felicità in una relazione è molto pericoloso, se prima non l’abbiamo trovata in noi.

Calarsi nel punto di vista dell’amante

Subire l’addio dell’amante non è semplice, ma per i motivi sopra esposti, accade frequentemente.

Spesso si tratta solo di capire chi anticipa le mosse.

Mettiamoci ora nei panni dell’amante che lascia – o che, magari, tentenna.

Per l’amante, la situazione è generalmente più semplice che per il traditore. E il traditore (o la traditrice, ma usiamo un solo termine per convenienza semantica) può far notare che l’asimmetria presente tra i due, non è così scontata come sembra.

Prima di arrivare a uno scontro nel quale entrambi ribadiscono che non “è facile nemmeno per me”, classica frase interlocutoria dalla quale ci si aspetta troppo, alla fine si molla.

Se ti trovi nella condizione di essere l’amante, è normale allora farsi delle domande come: è questa la relazione che voglio davvero? È la persona giusta con la quale andare avanti? Faccio bene a chiedergli di prendere delle decisioni drastiche? Ne ho la certezza? Mi sta usando come passatempo? Sta per stancarsi di me?

In cuor tuo sai bene che la famiglia per lui è importante, qualsiasi cosa dica (soprattutto nel periodo iniziale della giostra delle emozioni). E che non c’è un principio di esclusività. Magari fa ancora sesso con la moglie, ci soffri, lo sai e lo accetti sperando che in futuro non sia così. Ma più il tempo passa e più questi dubbi possono crescere.

La mancanza di simmetria nella relazione non può continuare all’infinito. Prima o poi anche tu hai bisogno di un rapporto nel quale c’è più equilibrio tra quello che dai e quello che ricevi. Non puoi mentire a te stesso / a per troppo tempo. Perché il tempo è una risorsa preziosa che vola via.

C’è poi una nota da aggiungere, prima di chiudere: se dovesse mai lasciare la persona con cui sta (moglie o marito) la vita di coppia che inizia con te tenderà, in parte, a ricalcare quella che lui aveva con la persona precedente.

In conclusione

Nelle relazioni extraconiugali prima o poi si arriva a un nodo da sciogliere. Nella mia casistica personale assisto a ritorni nel nucleo familiare, più che a rotture per via di un amante.

Superare la rottura non è semplice, da qualsiasi parte lo si guardi.

Se sei in una situazione simile e fai fatica a uscirne, puoi parlarne con uno psicologo.

maurizio iengo psicologo

Maurizio Iengo

Psicologo, formatore e consulente. Membro dell'American Psychological Association. Da anni studio e pratico l'ipnosi, oltre ad essere formato nella tecnica EMDR - lo strumento più scientificamente validato per il lavoro sul trauma. Collaboro con Psicohelp, uno dei maggiori portali di terapia di coppia in Italia. Ho un master in Terapia e Clinica del Legame di Coppia e sono autore di vari libri, tra cui "Tornare a Vivere", "il Salvacoppie", "La Trappola della Felicità".

3 commenti su “Quando l’amante dice basta”

  1. Ho letto l’articolo ed è esattamente ciò che ho sempre pensato. Non c’è nulla che non pensi anche io. La difficoltà a lasciare andare non è facile ma è giusto che succeda e comunque succederà che uno dei due prima o dopo prenda la decisione di chiudere perché ciò che conta veramente è quello di sentirsi nel giusto posto sempre, di non sentirsi invisibile, e soprattutto di vivere una vita completa. Là dove ci turba qualcosa, non ci fa stare bene, dobbiamo scegliere noi stessi e il nostro benessere proprio come d’altronde fa l’altra persona. Grazie per aver riconfermato ciò che pensavo.

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