Se hai scoperto un tradimento, probabilmente stai attraversando quello che molti dei miei pazienti descrivono come l’esperienza peggiore della loro vita. Tanti, con un po’ di vergogna, mi confessano che è stato persino più traumatico della perdita dei loro genitori.
Stai probabilmente vivendo sintomi simili al disturbo post-traumatico da stress: insonnia, pensieri ossessivi, immagini intrusive, ipervigilanza, iperattivazione. È normale, e può essere affrontato con il giusto supporto.
Cosa succede al tuo cervello quando scopri un tradimento
Scoprire un tradimento non è solo uno shock emotivo, ma un vero e proprio evento traumatico per il cervello, che codifica l’infedeltà come una minaccia diretta alla sopravvivenza. Studi di neuroimaging rivelano che il rifiuto sociale attiva la corteccia cingolata anteriore, la stessa area deputata al dolore fisico: il “cuore spezzato” è una realtà neurale, non solo metaforica.
Di fronte allo shock, l’amigdala innesca un “sequestro emotivo” – un vero e proprio corto circuito che spegne la razionalità per farci reagire d’istinto -, inondando il corpo di cortisolo e disattivando parzialmente la corteccia prefrontale (razionalità); questo spiega l’impossibilità di calmarsi, l’insonnia e la “nebbia mentale”.
In più, la paura ci porta ad aggrapparsi al controllo – ad esempio, alla necessità di guardare il telefono del partner. E di voler sapere tutto, ma proprio tutto, quello che è successo. In un continuo domandare senza sosta, a volte in vere e proprie sessioni da “interrogatorio” che proseguono fino a notte fonda.
Questo quadro, caratterizzato da ipervigilanza, flashback, immagini intrusive, è stato definito anche Disturbo da Stress Post-Infedeltà (PISD).





