Ossessionato dal mio o dalla mia ex, come uscirne?

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Dopo una rottura, tornare alla normalità non è semplice. Se la storia è stata molto importante e vissuta con intensità, il vuoto che ci si trova a gestire può essere opprimente.

Ancora peggio: durante questa fase di elaborazione e accettazione della perdita, si potrebbe sviluppare una vera e propria ossessione per il proprio ex, e vale per entrambi i sessi.

Come definire un comportamento ossessivo nei confronti dell’ex?

Anzitutto a concorrere allo sviluppo di alcuni comportamenti ossessivi nei confronti dell’ex è la mancanza.

La mancanza fisica innanzitutto. Ti manca quella parte della giornata in cui potevate sciogliervi in un abbraccio, scambiarvi effusioni, raggiungere quel livello di intimità esclusiva che rende la coppia speciale.

A questo, a un certo punto, ci si può anche abituare. Il tempo è un vero bastardo in questi casi, ma nel frattempo sopraggiunge anche la mancanza mentale ed emotiva – l’incapacità di venire a patti con la realtà.

Questa mancanza mentale è alimentata da speranze che, man mano, diventano ossessive.

La speranza del ritorno, pensieri di rancore e rabbia, forte nostalgia, tristezza prolungata e apatia. Una instabilità emotiva che sprigiona sentimenti ed emozioni molto forti, soprattutto nel primo periodo.

Diventa preoccupante quando è passato un bel po’ di tempo e la realtà dei fatti non è cambiata: cioè la storia è finita per davvero e occorre voltare pagina.

Ho già scritto in diversi articoli che tendiamo a vivere più vite, ma il nostro cuore, la nostra mente, il nostro corpo, rimangono ancora attaccati alla vita con la persona che amiamo di più. Non è facile superare una rottura.

I sentimenti sono forti e spesso prevaricano anche il senso logico e razionale.

Siamo individui abitudinari. Ci abituiamo alla presenza delle persone, alla loro voce, al fatto di sapere che “ci sono“, anche se non sono presenti in quel momento.

Questi schemi mentali hanno degli innegabili vantaggi: consentono al cervello di tenersi pronto e libero di fronte a reali pericoli, prendendo per “certo” e “assodato” tutto il resto.

E sì, nella pratica quotidiana, anche l’amore e l’affetto vengono dati per certi, quando li viviamo. Per cui, la rottura appare incomprensibile, improvvisa, ingiustificata, anche se erano presenti dei segni che abbiamo ignorato o non siamo stati capaci di leggere.

Ma le ossessioni sull’ex non si formano solo quando si viene lasciati, ma anche quando si lascia e il partner accetta la nuova situazione, rifacendosi una vita.

L’ossessione si insidia dunque tra lo scarto esistente tra la realtà dei fatti e la sua accettazione. È una reazione sbagliata – comprensibile per certi versi, ma esagerata – a un evento che sconvolge l’intera esistenza, togliendo forse la certezza più grande.

Infatti, le coppie felici sono perlopiù quelle che riescono a costruire sulle fondamenta della relazione, e non a suo discapito. Il feeling, l’intesa di base è talmente forte, che supera le difficoltà e agisce da collante invisibile, che tiene insieme il resto. Anche se spesso, durante la relazione, non ce ne rendiamo conto. E diamo tutto questo per scontato.

Tra i comportamenti ossessivi che riguardano l’ex, ce ne sono alcuni che sono tipici della nostra epoca digitale:

  • Lo stalking delle sue attività online, quindi seguire gli aggiornamenti e i suoi profili social;
  • Ricerca ossessiva sui suoi contatti;
  • Stalking online della / del nuova / nuovo partner;
  • Controllo dei tag;

Altre ossessioni sono invece più intime, legate alla sfera dell’immaginazione:

  • Fantasticare su un suo ritorno, giurando vero amore;
  • Fantasticare di rifarci l’amore, magari prima di dormire, come pensiero occorrente e ricorrente necessario per prendere sonno;
  • Immaginare situazioni a lieto fine “da film”;

Ancora, ci sono ossessioni in forma di pensieri intrusivi o di desideri di vendetta:

  • Sperare di essere bloccati sui social media per pregustare una rivincita più grande;
  • Desiderare di incontrare per strada l’ex con un nuovo partner per mortificarli, o per leggere l’imbarazzo sui loro volti;
  • Immaginare scambi di messaggi particolari;
  • Sperare in like e attività di apprezzamento social – anche indiretto – che non si concretizzano e aspettarle ogniqualvolta si pubblica un aggiornamento;
  • Fantasticare sul fatto che quella canzone o quella frase che ha postato sia rivolta a noi.

Queste ossessioni, spesso precedono comportamenti compulsivi, come:

  • Passare davanti a determinati luoghi;
  • Fare sempre lo stesso percorso sperando di vederlo / a;
  • Controllare spasmodicamente i social media o il telefono;
  • Mettere e togliere la suoneria nella speranza che sia sfuggito un messaggio o una chiamata;
  • Provare a scrivere messaggi che poi non si inviano e si lasciano in bozza;
  • Salvare e rileggere le vecchie conversazioni, magari cercando indizi del perché si sia interrotta la relazione;
  • Cancellare e ripristinare immagini di quando si era insieme;
  • Controllare lo stato online su applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp.
Ossessione per l'ex: come uscirne?

Come uscirne in modo sano, guardando al futuro

Come puoi notare, questi comportamenti ossessivi si caratterizzano per l’incompiutezza.

Sono come dei pensieri che rimangono sospesi a mezz’aria, dei progetti abbozzati che non vanno oltre la fase di progettazione.

E c’è del positivo in tutto ciò: una parte del tuo cervello ti sta chiaramente bloccando, perché consapevole che mettere in atto determinati comportamenti possa essere dannoso e umiliante. Ti sta dicendo, in altre parole: “Ok, stai sragionando. Fermati!“.

Ma non è facile: gli impulsi, si possono trasformare in un vero e proprio disturbo ossessivo-compulsivo.

A furia di soddisfare delle compulsioni – cioè gli impulsi irrefrenabili ad eseguire un’azione al fine di alleviare uno stato d’ansia – non facciamo altro che insegnare al nostro cervello che quella è una buona strategia per stare meglio. Per questo, a lungo andare, questo modo di fare può plasmare la nostra personalità o trasformarsi in un vero e proprio disturbo.

Fermarsi in tempo è quindi obbligatorio, prima che questa ossessione diventi un tratto caratterizzante del nostro essere, marchiato a fuoco da giornate passate a non pensare ad altro.

Purtroppo, alcuni comportamenti – ormai la scienza è piuttosto concorde – sono favoriti ed esasperata dalla costante presenza online.

Fino a 15-20 anni fa, lo status online era l’eccezione. Ora è la regola. Non esiste l’essere off-line.

Se una storia finiva, le coppie potevano e sapevano evitarsi in poche e semplici mosse. Ma oggi non è più così. Anzi, social media come Facebook, Instagram, TikTok, ci tengono in costante allerta. “Guarda quelli, come sono felici insieme!” – oppure: “Quindi il mio ex è andato in quel bar… allora è vero che faceva il cretino con la barista!

Non solo: se spogliati dell’ingenuità che preferiamo attribuirgli, i social appaiono come un enorme mercato delle relazioni possibili – e dei comportamenti legati a quelle relazioni.

Le “reazioni” – like, cuori e così via, sono parte integrante di questo meccanismo, e nella mente ossessionata dall’ex diventano pane quotidiano.

Perfino WhatsApp può nascondere la tentazione di controllare l’orario dell’ultimo accesso.

Insomma, non è facile evitarsi, non è semplice “non sapere” e il saggio principio dell’occhio non vede, cuore non duole è andato bellamente a farsi benedire.

Ossessione per l'ex: come uscirne?
I social media possono essere il nostro peggior nemico, se siamo ossessionati dall’ex.

Smettere di pensare al mio ex o alla mia ex

Come spiegato altrove, qui nel sito, il tempo è un’ottima medicina. Si dice che il tempo sana tutto, ed è la verità: a un certo punto la memoria si annebbia, i sentimenti legati a cose, persone e luoghi diventano meno intensi. Certo, una storia importante non si dimentica. E probabilmente, non è neanche ciò che desideriamo. Ma ad un certo punto, potremo guardare indietro a questa storia con una sana nostalgia – un po’ come quella che proviamo ripensando ad una bella vacanza.

Crudele, ma vero!

Nel caso del comportamento ossessivo nei confronti di una ex o un ex esso va fermato prima che conduca a danni peggiori. La vita può diventare un inferno, in caso contrario.

Il primo consiglio è ristabilire un rapporto con sé stessi.

Quindi uscire dalla dinamica di coppia che non esiste più.

Il secondo è molto pratico: tagliare i ponti… e farlo per davvero.

Senza secondi fini. Chiudere i rapporti via social media non per aspettare una reazione (la delusione dal non ricevere like alle proprie foto, ad esempio), ma per evitare che l’ex ci ricordi continuamente della sua esistenza. Per scappare dalla tentazione, sempre presente, di rispondere alle domande: “Chissà che sta facendo?”, “Chissà con chi è?”.

Una buona strategia è agire con un taglio netto: eliminare i suoi profili social dallo smartphone, poi cancellare il numero dalla rubrica e tutte le vecchie conversazioni. Se l’idea di cancellare il numero è troppo difficile, si può sempre scrivere su un pezzo di carta e nascondere in un posto poco accessibile.

Un altro consiglio è quello di occupare la mente con altre attività, per lasciare poco spazio all’ossessione.

Bisogna reinventarsi, ma gli amici e le amiche esistono per quello. Lanciati in nuovi interessi, comincia un nuovo progetto, trascorri il tempo che ora hai a disposizione per fare quelle cose che hai sempre accantonato per dare priorità ad altro.

In questi modo riscoprirai una parte positiva di te, che dà una nuova prospettiva e un nuovo valore alla tua vita.

Successivamente, inizia a pensare a nuovi incontri e nuove relazioni. Se frequenterai nuovi posti e coltiverai altri interessi, troverai qualcuno o qualcuno con cui uscire. E magari, ricominciare una nuova vita.

Se non ti senti in grado di affrontare questa fase da solo o da sola, il consiglio è di parlarne con uno specialista.

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