Mia moglie non lascia mai il cellulare, cosa fare?

Una delle domande che ascolto spesso in terapia di coppia, è: “Come devo fare se mia moglie non lascia mai il cellulare?”; “Perché mio marito è sempre al telefono?”. Questa situazione, molto comune, non è figlia dell’era moderna. Ignorare il partner essendo assorbito da altro, è una dinamica sempre esistita. Prima era la televisione, la radio, il giornale. Insomma: il fatto che il partner sia sempre al telefono, non ha a che fare necessariamente con il dispositivo, ma con un’attitudine. Ho deciso quindi di scrivere un articolo, prendendo spunto dal caso di Marco e Laura (nomi di fantasia), su cosa consiglio di fare se tua moglie o tuo marito non lascia mai il cellulare. Su quali potrebbero essere le cause e, ovviamente, su come si può risolvere questo problema.

Forse questa situazione ti risulterà familiare: sei a cena, e il tuo partner tira fuori il telefono e inizia a ignorarti. Questo può ferire, facendoti sentire meno interessante di uno schermo. Voglio rassicurarti: non sei solo. Questa tendenza si chiama “phubbing“, ed è sempre più comune. Tende a logorare le relazioni e a mostrare le crepe nei rapporti. Ma la buona notizia, è che esiste una soluzione.

Il phubbing: una realtà sempre più diffusa

Il “phubbing” è l’unione di “phone” (telefono) e “snubbing” (trascurare). Potremmo tradurlo con il dare più attenzione al telefono piuttosto che alle persone con cui sei.

Immagina la scena: Marco e Laura sono seduti al tavolo per cena. Marco le racconta della sua giornata, ma Laura sembra distratta. Ogni tanto alza lo sguardo, annuisce, ma la maggior parte del tempo è immersa nel suo smartphone, scorrendo le notizie o rispondendo ai messaggi. Marco inizia a rendersi conto che questa scena, che una volta era un’eccezione, è diventata la norma.

Marco nota anche che Laura ha iniziato a pubblicare molto più spesso su Instagram. Le foto che pubblica sono innocenti, ma Marco nota che Laura riceve molti messaggi da parte di uomini. Niente di inappropriato, ma il fatto che siano tanti, lo mette in guardia.

Si rende conto che se prima il telefono era utilizzato marginalmente, adesso il suo utilizzo si è intensificato. E qundi, Marco si chiede: “Perché quando è con me, sta sempre al telefono?“.

Perché mia moglie non lascia mai il cellulare?

All’inizio, Marco pensava che fosse solo una fase. “Siamo un po’ tutti dipendenti dallo smartphone, in fondo“.

Con il passare del tempo però, vedendo che il suo comportamento non cambiava (e anzi, peggiorava), ha iniziato a chiedersi: da cosa dipende questo comportamento? Si tratta di disinteresse verso di lui? Si era annoiata della propria relazione? È dipendenza dallo smartphone? È il segno di un tradimento?

Andiamo ad analizzare alcune delle possibili motivazioni perché un partner potrebbe essere sempre al cellulare.

Il mio partner ha una dipendenza da smartphone?

Questa è una possibilità concreta e molto più diffusa di quanto si possa credere. Alcuni dei segnali che possono farci pensare al fatto che il partner abbia una dipendenza da smartphone sono:

  1. Molto tempo di utilizzo, per motivi non legati al lavoro o necessità.
  2. Irritabilità e ansia da separazione quando lo smartphone non è a portata di mano, o si sta scaricando.
  3. Isolamento dalle persone importanti in favore del cellulare.
  4. Trascurare le responsabilità quotidiane, come la pulizia della casa.
  5. Diminuzione dell’interazione faccia a faccia, con una preferenza a comunicare via messaggi anche quando siete nella stessa stanza.
  6. Negare che l’uso sia eccessivo.

Questi sono alcuni dei segni che possono farti pensare che il motivo per cui il tuo partner è sempre attaccato al cellulare, sia l’avere una dipendenza da smartphone.

Il mio partner è sempre al cellulare perché si è scocciato di me?

Quella che il partner si sia “scocciato di noi” è una paura molto diffusa. In fondo, vorremmo essere sempre interessanti, eccitanti, mai noiosi per il nostro partner. Eppure, quando Marco ha visto sua moglie così attaccata al cellulare, ha iniziato a riflettere anche su questa possibilità.

L’uso costante del cellulare potrebbe essere un mezzo per sfuggire a una realtà che ci sta troppo stretta, fuggire dalla noia o rintanarsi in una realtà alternativa. Dove non c’è il marito e non ci sono i figli: un’oasi di pace nello stress dato dall’insoddisfazione.

Alcuni dei segnali che possono farci pensare a questa possibilità, sono l’allontanamento fisico, la mancanza di progetti per il futuro, il disinteresse per attività condivise che prima faceva con piacere.

Mia moglie è sempre al cellulare perché mi tradisce?

I dubbi di Marco diventano molto più pressanti quando nota che Laura non poggia neanche più il cellulare sul tavolo. Lo nasconde o, comunque, evita di mostrarglielo. La trasparenza, un tempo alla base della loro relazione, sembra svanire, sostituita da un velo di segretezza.

Ecco alcuni segnali che possono farti pensare che il tuo partner sia sempre al cellulare perché ti tradisce:

  1. Noti altre cose “strane” nel suo comportamento, come l’aver rinnovato l’interesse a prendersi cura di sé, il passare più tempo a lavoro o il ritardare in modo ingiustificato.
  2. Il cellulare non viene più lasciato in giro, ma è sempre insieme al tuo partner.
  3. Ha cambiato il PIN di sblocco dello schermo.
  4. Quando risponde al telefono, cambia stanza.
  5. Ha da poco installato app di messaggistica particolarmente attente alla privacy (Telegram, Signal…)
  6. Se gli fate notare che ha degli atteggiamenti che vi mettono a disagio, si mette in atteggiamento di difesa.
  7. Lo vedi spesso assorto nei suoi pensieri quando scambia dei messaggi tramite il cellulare.

Le conseguenze del phubbing nella coppia

Quando uno dei partner diventa “assente” a causa della sua dipendenza dallo smartphone, la comunicazione nella coppia ne risente profondamente. La mancanza di dialogo e di condivisione può portare a incomprensioni, frustrazioni e, nel peggiore dei casi, all’allontanamento emotivo.

Senza una comunicazione autentica e sincera, i problemi tendono ad accumularsi, trasformando piccole incomprensioni in veri e propri conflitti.

Cos’è successo a Marco e Laura?

Dopo essersi rivolti a me per questo problema, Laura ha capito che stava danneggiando la sua relazione. Ha confessato di provare molto piacere nei messaggi che riceveva su Instagram, perché si sentiva emotivamente distante da Marco.

Si era legata in particolare a un uomo che rappresentava un po’ il suo “ideale adolescenziale”. Un bad boy che è riuscito ad aprire delle finestre nella casa della loro relazione. Con quest’uomo, aveva iniziato ad avere un vero e proprio tradimento bianco (leggi l’articolo).

Dopo un percorso di coppia, siamo riusciti a indagare le motivazioni di questo allontanamento emotivo e ne abbiamo gestito le conseguenze.

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Cosa fare se mia moglie non lascia mai il cellulare?

Se ti riconosci in questa descrizione, è importante affrontare il problema senza indugi. Ecco alcuni passi da seguire:

  1. Comunicazione: Parla con il tuo partner. Esprimi le tue preoccupazioni in modo costruttivo, evitando di accusare o di fare supposizioni. Spiega come ti senti e cerca di capire le ragioni del suo comportamento.
  2. Stabilire delle regole: Proponi dei momenti “liberi da tecnologia”, come la cena o la serata film, durante i quali entrambi vi impegnate a mettere da parte i dispositivi e a dedicarvi l’uno all’altro.
  3. Cerca aiuto: Se ritieni che il problema sia più profondo, potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista. Uno psicologo o un terapeuta di coppia può aiutarvi a comprendere le cause del phubbing e a trovare soluzioni condivise.

Il phubbing è una sfida delle relazioni moderne, ma con la giusta comunicazione e impegno, è possibile superarla e rafforzare il legame di coppia.

Se senti di aver bisogno di supporto, non esitare a rivolgerti a uno psicologo.

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maurizio iengo psicologo

Maurizio Iengo

Psicologo, formatore e consulente. Membro dell'American Psychological Association. Da anni studio e pratico l'ipnosi, oltre ad essere formato nella tecnica EMDR - lo strumento più scientificamente validato per il lavoro sul trauma. Collaboro con Psicohelp, uno dei maggiori portali di terapia di coppia in Italia. Ho un master in Terapia e Clinica del Legame di Coppia e sono autore di vari libri, tra cui "Tornare a Vivere", "il Salvacoppie", "La Trappola della Felicità".

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