Se soffri di dolore cronico, credo che tra le cose più irritanti che ti vengano dette ci siano frasi come “lei sta bene, non ha niente!”, “il dolore ce l’ha in testa” o ancora peggio “lei il dolore se lo inventa!”. Purtroppo capita spesso che i medici e gli altri professionisti sanitari, non abbiano capacità comunicative ed empatiche adeguate per rendersi conto dei danni che fanno dicendo cose simili.

Che vuol dire che “il dolore è in testa”? Detta così, per liquidare un paziente che sulla carta non ha nulla, è solo un’affermazione offensiva, che scoraggia chi sta cercando aiuto, portandolo a rinunciare a curarsi del tutto.

Il tuo dolore è reale ed è tutto nella tua testa. Il motivo per cui sentirci dire quelle affermazioni di prima ci offende, è che ci risulta automatico pensare: se il dolore è nella mia testa, allora vuol dire che me lo sto inventando?  Chiaramente no, ma approfondiamo un attimo questo concetto.

Tutto viene elaborato dal cervello: se possiamo vedere, sentire, gustare, provare emozioni, pensare, è grazie al cervello. Tutto passa da qui, compreso il dolore. Il dolore, generalmente è definito come il “campanello d’allarme” che serve al nostro corpo per proteggersi. Questo è vero in molti casi, come quando ci scottiamo: il dolore ci serve per allontanarci dal pericolo. 

Dobbiamo però tenere presente che non è sempre così. Uno di questi casi è proprio il dolore cronico: la causa è scomparsa, il nostro medico ci dice che di fatto “stiamo bene”, eppure il nostro cervello ci fa provare ancora dolore.

Probabilmente ti risulta naturale pensare che la quantità di dolore che si prova sia direttamente correlata all’entità della lesione o della malattia: più danni subisce il tuo corpo, maggiore è la sofferenza che avverti. Ci sono molti casi addirittura di dolore all’arto fantasma – dolore ad un arto amputato! – ciò significa che non esiste una corrispondenza così stretta tra la quantità di dolore e l’entità di un infortunio o di una malattia. 

Ad oggi, sappiamo che la quantità di dolore che si sperimenta ha a che fare con il tipo di attività che si svolge nel cervello. Pensa che il dolore cronico modifica strutturalmente il tuo cervello! L’esperienza del dolore e la sua intensità dipendono da ciò che accade nel cervello: se soffri di dolore cronico, è importante che il tuo terapista ti insegni delle tecniche adeguate a “spegnere” (o quantomeno a mitigare) il dolore.

Ho una buona notizia: leggendo queste poche righe, ti ho già accompagnato a fare il primo passo contro il dolore cronico, cioè essere consapevole che il dolore non corrisponde necessariamente a un danno fisiologico. Sembra una cosa da poco, eppure fermati a pensare: cosa succede quando senti dolore? Hai paura, ti concentri sul dolore per trovare qualunque variazione che possa indicare un peggioramento… e finisci per sentirti peggio per davvero! Una delle parti fondamentali per liberarsi dal dolore cronico, infatti, è quello di imparare a comprenderlo e a reagire in modo adeguato!

Ora tocca a te: come ti dicevo, il primo passo l’hai già fatto. Facile, vero?

Sei pronto a farti accompagnare per mano a fare il prossimo?

Puoi contattarmi per informazioni con un messaggio privato sulla pagina o telefono/whatsapp al n. 3381114629


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