Ho perdonato un tradimento ma non riesco a dimenticare: 3 esercizi

In breve: Perdonare un tradimento non significa dimenticare. Il cervello elabora il tradimento come un vero e proprio trauma (PTSD post-infedeltà), riproponendo flashback e pensieri intrusivi. La guarigione richiede tecniche specifiche di elaborazione del trauma, ricostruzione della "banca emotiva" della coppia attraverso il metodo Gottman, e esercizi pratici come la scrittura terapeutica e la concentrazione programmata del dolore.

Se stai leggendo queste parole, magari alle 3 del mattino, con il partner che russa accanto a te mentre nella tua testa si ripete per l’ennesima volta il film del tradimento, sappi che sei in ottima compagnia. E soprattutto, che non sei impazzito.

“Ho deciso di perdonare, ma qualcosa dentro di me non me lo permette”. Questa frase la sento dire almeno tre volte a settimana. La pronunciano persone intelligenti, mature, magari anche abituate ad avere un forte controllo sulle proprie emozioni e sulla propria vita. Che hanno fatto una scelta consapevole di dare una seconda chance alla relazione. Eppure, sono intrappolate in un loop mentale che sembra non avere fine.

Ma voglio dirti subito una cosa: ciò che provi è normale. Superare un tradimento è un processo spesso lungo, impegnativo e faticoso. Ma può valerne la pena, perché molte coppie si ricostruiscono più forti di prima.

E voglio dirti anche un’altra cosa: esiste un modo per andare avanti per davvero, senza che il passato ti tormenti.

Per capirci qualcosa in più, ti invito a leggere quest'articolo: Tradire anche se si ama: 7 cose da sapere
In molti casi i ricordi, i flashback, i pensieri, si accumulano soprattutto di notte. Quando la mente è libera di correre, tornando al trauma del tradimento.
In molti casi i ricordi, i flashback, i pensieri, si accumulano soprattutto di notte. Quando la mente è libera di correre, tornando al trauma del tradimento.

Perdonare non è dimenticare

Nella mia esperienza con traditi e traditori, dopo i primi mesi di “shock”, il problema più grande non è il tradimento in sé. Piuttosto, è il continuo ruminare sul passato. La frustrazione per il desiderio di guardare avanti, quando siamo continuamente attratti da quello che c’è alle nostre spalle. Un po’ come quel dolore alla schiena che non ci fa dormire: vorremmo solo ignorarlo, eppure…

Soprattutto per chi è abituato ad essere in controllo di sé, questa che potremmo chiamare “ossessione post-tradimento”, è estremamente frustrante.

Se ho perdonato il tradimento, perché non riesco a dimenticarlo?

Sono condannato a pensarci per sempre?

Se è così, forse è meglio lasciarci… meglio soffrire per un po’, piuttosto che soffrire tutta la vita.

Sono generalmente queste le cose che frullano nella mente di chi non riesce a dimenticare un tradimento. E questo dovrebbe ricordarci quanto sia doloroso essere traditi.

Tutto quello che vorremmo, in sostanza, è un interruttore nel cervello che possa cancellare tutto. Ecco quello che descrive, con grande sofferenza, una paziente – chiamiamola Elena:

”Voglio andare avanti. Ho scelto di restare. Ma ogni volta che mio marito esce per andare al lavoro, rivedo lei. La immagino mentre lo tocca. È più forte di me. Se ho perdonato, perché non riesco a dimenticare!?”

Elena non è debole. Elena sta sperimentando quello che Ortman (2009) ha definito “Post-Infidelity Stress Disorder” – un vero e proprio disturbo post-traumatico da stress causato dal tradimento. Il cervello elabora la scoperta dell’infedeltà esattamente come elaborerebbe un incidente grave o un’aggressione: con flashback, ipervigilanza, iperattivazione, pensieri intrusivi e così via.

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Video: La responsabilità della fiducia dopo un tradimento

Ricostruire la fiducia dopo un tradimento è un po’ come imparare a nuotare. Immaginiamo di andare in piscina: c’è l’istruttore, che è la persona che ha tradito, e c’è il tradito, che è la persona che sta provando a imparare a nuotare.

È chiaro che lasciarsi andare è difficile, e quindi all’inizio è sano che l’istruttore sia a fianco a noi, ci spieghi i primi movimenti, ci insegni, ci rassicuri e ci permetta, mentre lui è a fianco a noi, di fare le prime bracciate.

Dopo un po’ però è una responsabilità di chi è stato tradito: lasciare andare il coraggio di lasciare andare il salvagente, il coraggio di allontanarsi dal bordo, il coraggio di stare lì a nuotare senza l’istruttore a fianco è qualcosa che va trovato dentro di noi.

In altre parole, non c’è rassicurazione che possa sostituirsi al nostro coraggio di tuffarci.


Perché il cervello non riesce a lasciar andare

Il sistema di allarme impazzito

Quando scopriamo un tradimento, l’amigdala – il nostro sistema di “allarme”, il centro che elabora la paura – va in modalità sopravvivenza. Da quel momento, cataloga come “pericoloso” tutto ciò che anche vagamente ricorda l’evento: un profumo, una canzone alla radio, una notifica sul cellulare.

Come spiego sempre ai miei pazienti, questo non è un difetto – è un meccanismo di protezione. Il problema è che l’amigdala non distingue tra pericolo reale e ricordo. Per lei, rivivere il tradimento mentalmente equivale a viverlo di nuovo nel presente.

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Le domande senza risposta

Il cervello umano odia i vuoti narrativi (si chiama “Effetto Ziegarnik”). Dopo un tradimento, cerca ossessivamente di riempirli:

  • “Si è innamorato?”
  • “Cosa provava davvero?”
  • “Rideva con lei come ride con me?”
  • “A letto, ha provato più piacere?”
  • “Non pensava ai bambini?”

Queste domande sono sicuramente lecite… fino a un certo punto. Intendo dire che spesso, sono domande paradossali. A cui non c’è una risposta certa – e di certo mette il partner in una posizione impossibile. Perché se, ad esempio, ci risponde “No, non mi sono innamorato”, difficilmente gli crederemo. La risposta contraria è ovviamente inaccettabile. E quindi restiamo intrappolati in un limbo in cui proviamo a rispondere costantemente a queste domande senza mai poter trovare risposte certe.

Ecco: è un po’ come stare in mezzo al mare, assetati. Beviamo acqua di mare, e questo ci lascia solo più assetati. Insomma: più cerchiamo risposte, più alimentiamo l’ossessione.

Ma quindi: com’è che si può dimenticare un tradimento?

La banca emotiva e la ricostruzione della fiducia

Una delle prima cose da fare, è conoscere il concetto di “banca emotiva”. Secondo John Gottman, inventore della moderna terapia di coppia scientifica, la fiducia è come un conto in banca emotivo. Ogni coppia ha un saldo invisibile, che cresce con interazioni positive (gesti di affetto, premure, attenzioni) e diminuisce con interazioni negative (critiche, litigi, tradimenti).

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non riesco a perdonare un tradimento

Il problema del tradimento è che equivale a un prelievo massiccio, quasi un fallimento bancario. Il saldo va in rosso. Per ricostruire la fiducia, servono molti più depositi che prelievi.

La regola di Gottman è chiara: durante un litigio, per ogni interazione negativa servono almeno 5 interazioni positive (Gottman Institute). Nella “vita normale”, un rapporto “sano” di interazioni negative:positive è di 20:1. Dopo un tradimento, puoi immaginare quanto questo rapporto debba essere ancora più alto.

Sotto questo punto di vista, entrambi i partner devono impegnarsi:

  • Chi ha tradito deve fare depositi costanti con gesti concreti di affetto e trasparenza.
  • Chi è stato tradito deve fare lo stesso, ed essere disposto a riconoscere questi sforzi.

Come affrontare il dolore

Ecco tre esercizi pratici per aiutarti a gestire i pensieri intrusivi e liberarti dal passato.

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1. Scrittura terapeutica

Ogni volta che arriva un pensiero intenso e difficile da gestire, prendi carta e penna, e inizia a scrivere. Dedica tutto il tempo che ti serve a mettere per iscritto tutto quello che pensi, così come lo pensi. Senza filtri, senza badare a grammatica o sintassi. Semplicemente, scrivi finché non ti senti sollevato.

Scrivere con carta e penna funziona meglio, ma se proprio non riesci, usa le note del cellulare scrivendo con la mano non dominante. Per cui, se sei destrorso scrivi con la sinistra, e se sei mancino scrivi con la destra.

Dopo aver scritto, evita di rileggere. Semplicemente, lascia andare.

2. La concentrazione del dolore

Se il tradimento continua a tormentarti, dedica 3 slot da 15 minuti al giorno per pensare intenzionalmente al dolore. Siediti in un posto tranquillo e lascia emergere tutti i pensieri negativi.

Sembra controintuitivo, ma più accetti di affrontare il dolore in un momento controllato, meno questo invaderà il resto della giornata.

Se il malessere dovesse emergere tra un incontro e l’altro, prova a rimandarlo al prossimo appuntamento col dolore.

3. Il “Patronus” della coppia

Se hai meno di 40 anni, o se hai figli, probabilmente hai letto o visto i film di Harry Potter. C’è un incantesimo chiamato “Patronus”, che protegge i maghi da creature che succhiano via la felicità. Il segreto per creare un Patronus, è concentrarsi su un ricordo felice molto potente. Ecco: prova a trovare un momento di tenerezza e felicità autentica tra voi due, e a richiamarlo alla mente ogni volta che la sfiducia ti assale.

Ti aiuterà a ricordare che sì, l tradimento fa parte della storia della vostra relazione. Ma non è l’unica cosa che definisce chi è il tuo partner per te.

Psicologo per superare un tradimento

Se ti trovi in un momento di difficoltà, puoi prenotare una telefonata conoscitiva con me. Mi occupo di aiutare le coppie a superare un tradimento e a ricostruirsi più forti di prima.

FAQ: Domande Frequenti sul dimenticare un tradimento

Perché non riesco a dimenticare un tradimento?

Il tradimento può generare un trauma emotivo profondo, che richiede tempo per essere elaborato. La mente tende a ripetere i ricordi dolorosi per proteggerti da future sofferenze, ma con gli strumenti giusti è possibile ridurre questo processo.

Quanto tempo ci vuole per superare un tradimento?

Non esiste un tempo standard, ma varia a seconda della coppia e dell’impegno reciproco.

Come faccio a smettere di pensare al tradimento?

Evita il confronto con l’amante e concentra la tua attenzione sulle cose che vuoi migliorare nella tua relazione. Puoi provare esercizi come la scrittura terapeutica, la concentrazione del dolore e il Patronus della coppia, che aiutano a spostare il focus.

Se perdono, significa che devo fidarmi di nuovo subito?

No. Il perdono è una scelta che puoi fare subito, ma la fiducia si ricostruisce nel tempo. Il partner deve dimostrare con gesti concreti di essere affidabile, ricordando che la fiducia è sempre e comunque un salto nel vuoto. Per cui, è importante vedere l’impegno del partner, ma alla fine sarai tu a dover decidere se fidarti o meno. Ricorda: il controllo non è fiducia!

Chi tradisce può cambiare davvero?

Dipende dalla motivazione dietro il tradimento e da come si reagisce alla sua scoperta. Se è stato causato da insoddisfazione emotiva o da dinamiche di coppia disfunzionali, può essere il segnale per lavorare sulla relazione. Se invece è dovuto a una tendenza cronica all’infedeltà, il cambiamento potrebbe essere più difficile (ma possibile, con il giusto impegno!).

Vale la pena restare dopo un tradimento?

Solo tu puoi deciderlo. Molte coppie emergono più forti dopo un tradimento, perché lo usano come occasione per ridefinire la loro relazione. Addirittura, mi dicono: “Meno male che c’è stato questo tradimento!“. Altre si rendono conto che non possono più recuperare la fiducia e scelgono di separarsi.

Bibliografia

  • Ortman, D. (2009). Post-Infidelity Stress Disorder. Journal of Psychosocial Nursing and Mental Health Services, 47(1), 20-22.
  • Fisher, H. (2004). Why We Love: The Nature and Chemistry of Romantic Love. Henry Holt and Company.
  • Gottman, J. M., & Gottman, J. S. (2017). The Natural Principles of Love. Journal of Family Theory & Review, 9(1), 7-26.
  • Glass, S. P., & Wright, T. L. (1992). Justifications for extramarital relationships: The association between attitudes, behaviors, and gender. Journal of Sex Research, 29(3), 361-387.
  • Johnson, S. M., & Wittenborn, A. K. (2012). New research findings on emotionally focused therapy: Introduction to special section. Journal of Marital and Family Therapy, 38, 18-22.
  • Baucom, D. H., Snyder, D. K., & Gordon, K. C. (2009). Helping couples get past the affair: A clinician’s guide. Guilford Press.

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maurizio iengo psicologo

Maurizio Iengo

Psicologo, formatore e consulente. Membro dell'American Psychological Association. Da anni studio e pratico l'ipnosi, oltre ad essere formato nella tecnica EMDR - lo strumento più scientificamente validato per il lavoro sul trauma. Collaboro con Psicohelp, uno dei maggiori portali di terapia di coppia in Italia. Ho un master in Terapia e Clinica del Legame di Coppia e sono autore di vari libri, tra cui "Dubbio Patologico", "Tornare a Vivere", "il Salvacoppie", "Psicologia del Tradimento".

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