Mi capita spesso di ascoltare pazienti terrorizzati dalla lettura dei referti delle TC o RM, totalmente incomprensibili a chiunque non abbia una formazione sanitaria. Come sempre, quando qualcosa non ci è chiaro (perché nessuno si è preso la briga di ascoltare le nostre domande e rispondere ai nostri dubbi), abbiamo paura.

 

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Generalmente succede questo: ho un dolore cervicale o lombare -> faccio una TC -> scopro di avere un bulging, un’ernia o altro -> mi convinco che questa sia la causa del mio dolore -> credo non ci siano soluzioni (o che l’unica sia operarsi) -> vado in panico -> provo più dolore e mi immobilizzo (fisicamente ed emotivamente).

Buona notizia: non c’è da aver paura e vediamo perché dati alla mano.

 

 

Secondo questa ricerca pubblicata sull’American Journal of Neuroradiology, gran parte delle persone asintomatiche hanno degenerazioni discali, bulging o ernie:

La prevalenza della degenerazione del disco in individui asintomatici passa dal 37% degli individui di 20 anni al 96% degli individui di 80 anni. La prevalenza del bulging discale va dal 30% degli individui di 20 anni all’84% di quelli di 80 anni. La prevalenza della protrusione discale va dal 29% negli individui di 20 anni al 43% di quelli di 80 anni.

W. Brinjikji, P.H. Luetmer, B. Comstock, B.W. Bresnahan, L.E. Chen, R.A. Deyo, S. Halabi, J.A. Turner, A.L. Avins, K. James, J.T. Wald, D.F. Kallmes and J.G. Jarvik
American Journal of Neuroradiology November 2014, DOI: https://doi.org/10.3174/ajnr.A4173

Detto in altre parole: anche se hai 20 anni e senza mal di schiena e fai una TC, c’è una buona probabilità che ti venga riscontrata qualche anomalia. Esatto, anche se stai bene. Di fatto, sono pochi i casi in cui il mal di schiena o la cervicalgia dipendano davvero da uno di questi fattori. Per capirlo, il professionista a cui ti rivolgerai, eseguirà dei test chiamati provocation tests che permettono (con un ragionevole grado di sicurezza) se effettivamente il tuo dolore sia dovuto ad un’ernia o meno e così iniziare una terapia coerente.

Quindi non preoccuparti e trova un professionista che sappia ascoltarti e indirizzarti verso una terapia corretta in cui lui sia al tuo fianco a prendersi cura di te.

Grazie per avermi letto e in bocca al lupo,

Maurizio Iengo, Fisioterapista


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