Cervicalgia: perché è associata ad ansia e stress? Come liberarsene?

Set 10, 2018

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perche ansia causa cervicale

Cervicalgia: perché è associata ad ansia e stress? Come liberarsene?

Durante la mia attività lavorativa da fisioterapista, una delle frasi che sento più spesso è “Dotto’, tengo ‘a cervicale!“, subito seguita da “Non mi fa dormire la notte”, “Mi sento sempre agitato/a“, “Tengo ‘e pensieri”, “Eh, quella è l’ansia“.

Quasi sempre, insomma, i pazienti spontaneamente mi raccontano di come il dolore cervicale (spesso anche associato a mal di testa) sia associato ad una condizione psicologica poco serena, ad accumuli di stress a causa di problemi familiari, lavorativi o magari semplicemente ad un atteggiamento particolarmente ansioso nei confronti della vita di tutti i giorni. Molto spesso, quando la causa è psicologica, la percezione è come quella di una forte tensione ai muscoli del collo, delle spalle e a volte anche della testa.

 

 

Perché l’ansia e lo stress causano dolore cervicale?

Quando siamo ansiosi, provochiamo l’attivazione di una serie di risposte biologiche allo stress. Automaticamente, il nostro cervello stimola specifici cambiamenti fisiologici, psicologici ed emotivi che migliorano la capacità del corpo di affrontare il pericolo – combattere o fuggire. Questo è il motivo per cui la risposta allo stress viene spesso definita come la risposta “fight or flight” o “combattimento o fuga“.

Questo tipo di reazione è molto utile in situazioni di pericolo: immaginate di star beatamente nuotando in un mare limpido in una bellissima giornata di sole. Siete rilassati, godendovi la piacevole sensazione del vostro corpo leggero nell’acqua, pregustando l’abbronzatura che vi ritroverete l’indomani. A un certo punto, vedete la pinna di uno squalo avvicinarsi… che cosa succede? In poche frazioni di secondo, il vostro cervello elabora ciò che sta succedendo e lancia un segnale di pericolo che causa varie alterazioni nel vostro corpo: il battito cardiaco accelera all’impazzata, la pressione sanguigna aumenta, i vasi si dilatano e senza neanche rendervi conto di come possiate essere stati così veloci, vi ritrovate sani e salvi sulla spiaggia. Grazie a questa serie di reazioni, il vostro cervello ha fornito ai muscoli tutta l’energia necessaria a poter fuggire in fretta e siete entrati in uno stato ipnotico, in cui senza neanche rendervene conto, vi siete allontanati dal pericolo. Comodo, no?

 

 

Una parte dei cambiamenti evocati in risposta allo stress, oltre alla muscolatura che diventa più potente per fuggire o combattere, include il fatto che i muscoli del corpo si contraggano nel tentativo di proteggere il corpo dai danni. Questo effetto di contrazione muscolare può colpire qualsiasi muscolo o gruppo muscolare nel corpo, compresi i muscoli del collo e della nuca. Molte persone ansiose e stressate soffrono di questo tipo di tensioni muscolari.

Tutto questo si traduce nel fatto che più si sperimenta l’ansia, più la tensione può causare dolore e disagio significativi. Un problema correlato deriva dalla percezione del dolore stesso. Molte persone soffrono di tensioni muscolari al collo durante i periodi di stress, ma i soggetti ansiosi sono più inclini a notarlo e a concentrarsi sui sintomi fisici. Una sorta di tendenza naturale, insomma, a concentrarsi su sensazioni negative, quindi questo stesso dolore viene percepito dagli ansiosi molto di più di quanto non accadrebbe ad altri con lo stesso tipo di dolore.

Questo non fa altro che instaurare un circolo vizioso che riduce significativamente la qualità della vita.

 

Questa rana è molto stressata dal troppo lavoro: non essere come lei!

 

Cosa si può fare per migliorare senza imbottirsi di farmaci (con effetti collaterali e la tendenza all’assuefazione)? Innanzitutto bisogna lavorare sul sintomo fisico rivolgendosi ad un fisioterapista (no, non un osteopata ne’ un chiropratico, a meno che non siano anche fisioterapisti, tantomeno la signora Concetta che fa i massaggi!) per poter ottenere una corretta valutazione del nostro problema ed iniziare un percorso per risolverlo. Spesso bastano poche sedute.

Dopo aver fatto ciò, chiedete al terapista di indicarvi un corretto stile di vita che possa evitare ricadute. Nel caso di disturbi d’ansia, attacchi di panico o altre problematiche psicologiche, è importante rivolgersi ad un professionista psicologo o psicoterapeuta che possa supportarvi.

Avere uno stile di vita attivo, evitando la sedentarietà, un’alimentazione sana e prendersi cura del proprio benessere psicologico, sono al centro del benessere globale di tutti noi.

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Grazie per avermi letto,

Maurizio

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